BASTA CON L’IMMOBILISMO, COSI’ SI RETROCEDE

Ci eravamo illusi. Abbiamo creduto, fino ad oggi, che potesse esserci un’inversione di tendenza, ma la partita di Parma ha evidenziato, oltre ad una netta sconfitta – contenuta solo nel risultato – una serie di campanelli di allarme che sarebbe pericoloso non prendere in considerazione.

Segnali preoccupanti che dimostrano – e ci dispiace sottolinearlo –  il grande stato di confusione in cui si muove tutto l’ambiente bianconero.

A questo punto, anche se siamo coscienti che di tempo per recuperare ce n’è ancora a sufficienza, emerge sempre più prepotentemente il dilemma che movimenta l’animo dei tifosi bianconeri fin dal periodo della preparazione: o la squadra non ha le caratteristiche e le qualità adatte all’impegno a cui è chiamata o l’allenatore, per qualche motivo che non conosciamo, non è ancora riuscito a trovare il bandolo della matassa per ottenere il massimo.

Su questo argomento si sviluppano tutte le discussioni tra i tifosi e probabilmente, come spesso accade in queste situazioni, la verità sta nel mezzo.

Quando si innescano queste dinamiche chi è chiamata ad intervenire è la società che deve uscire dall’attuale attendismo e analizzare attentamente l’attuale momento intervenendo nel modo che riterrà più opportuno.

Di certo qualche cosa deve essere fatto evitando questo irritante galleggiamento nelle convinzioni personali, che il campo ad oggi sta clamorosamente smentendo, si rischia di compromettere irreparabilmente il nostro futuro.

Continuare a sostenere che questa squadra ha tutte le qualità per ripetere i risultati ottenuti nelle precedenti stagioni si scontra con l’evidenza e sarebbe suicida non iniziare a pensare fin da ora come intervenire sul mercato di gennaio.

Nel frattempo dobbiamo cercare di rimanere agganciati alla classifica e anche in questa ottica spetta alla società valutare se ci sono le basi per continuare con l’attuale assetto tecnico.

Come Fedelissimi abbiamo sempre sostenuto che avremmo guardato solo i risultati ed è quello che facciamo anche in questo intervento. I risultati  determinano la classifica e questa recita che la Robur è penultima, in piena zona retrocessione e quello che preoccupa di più è che dimostra una fragilità che non lascia sperare niente di buono per il futuro.

Un’espulsione come quella di Fini deve far riflettere sui motivi per cui si è concretizzata. Fini non ha vent’anni, ha esperienza da vendere e qualità importanti, ma allora perché si è comportato come un esordiente?

La squadra, a cui nessuno può disconoscere il grande impegno che mette in campo, dà la netta impressione – a parte qualche eccezione – di limitarsi a svolgere il compito assegnatogli, senza rischiare la giocata o azzardare qualcosa di meno elementare. Una squadra non serena che ha perso anche quelle qualità che pure aveva messo in mostra all’inizio con il Milan, a Cagliari, con la Roma o con il Napoli.

Abbiamo dichiarato, più volte, che preferiamo la strada del dialogo a quella della contestazione – che rappresenta comunque un momento di rottura -, ma le regole del dialogo prevedono anche delle risposte, certe e decise. E questo è quello che ci aspettiamo. (nicnat)

Fonte: Fedelissimo Online