BARONI: NON PENSO AD ALTRO CHE ALLA GARA DI DOMANI

 

Nel mondo del calcio contano i risultati. Puoi starci se accetti il giochino, sei fuori se non ce la fai. Come su una strada: attento ai tir che ti asfaltano, i cadaveri dietro se li lasciano e chi è sul ciglio ha da sperare di non diventarne uno. Vittime potenziali, gli allenatori. Me c’est la vie: o dentro o fuori, queste le regole. In fin dei conti sei fuori anche se non hai coraggio, con una ruota bucata vai poco lontano.
“So quello che si dice di Beretta – dichiara Marco Baroni –, fa parte del calcio, dove il destino di un tecnico è legato ai risultati. Non mi va di sprecare neanche una goccia di energia, però, per queste cose. Qui al campo oggi, c’era la società, non mi hanno detto niente, io non ho affrontato l’argomento: non mi interessa, ho continuato a lavorare con i miei ragazzi a testa bassa, concentrandomi sul lavoro. Non ho accettato di allenare il Siena in un gioco alla cieca: credo fermamente che questa squadra possa venire fuori dalla situazione in cui versa. Di coraggio ne ho, perché ho consapevolezza dei miei mezzi e una grande passione”. “Sono qua da nove giorni e ho visto già dei cambiamenti – aggiunge l’allenatore bianconero –: i ragazzi mi seguono, sono con me. Da soli non possono farcela: c’è bisogno di far blocco al di là di tutto. Servono unità di intenti, uomini veri e volontà di spingere tutti dalla stessa parte. Quello che succederà non mi interessa, non sono io a dover fare valutazioni. Il mio impegno, credetemi, è massimale. Non conosco la parola paura”. Una parola il cui significato, la Robur, però, comprende bene. “La partita di domenica a Marassi – spiega Baroni –, è lo specchio dello stato mentale della squadra: i ragazzi sono intimoriti e insicuri. Hanno preso gol dopo pochi minuti e questo ha diminuito ancor di più la loro convinzione e la loro autostima. Hanno preso altri due gol. Nello spogliatoio erano abbattuti: allora ho cercato di spronarli e ci sono riuscito. Ho chiesto loro di tornare in campo senza guardare al risultato, per sbloccarsi, per non aggravare la situazione e continuare con una prestazione rigorosa che almeno risollevasse un po’ il morale per il futuro. Io stesso ho rischiato con loro, mettendo in campo quattro punte. Anche gli episodi non hanno girato dalla nostra parte: Rossi andava espulso, Bocchetto ha toccato con la mano una palla messa in area da Reginaldo. Il 3-3 poteva essere la svolta. Non tanto per il punto in sé, quanto per il morale. Un piccolo passo nel percorso di costruzione mentale nel quale la gara di domani viene a essere un tassello importantissimo”. Di derby si tratta. “La sfida con il Grosseto è determinante per tanti motivi: per portare avanti il lavoro, per accrescere la fiducia, perché è un incontro sentito dall’intera città. Faremo di tutto per vincere, al di là delle assenze che stanno decimando la squadra: Maccarone ha trentotto e mezzo di febbre, Brandao non sta bene, Paolucci ha la tonsillite e non è escluso che domani mattina ci sia qualche altra defezione. I nazionali sono via, Del Grosso è squalificato. E’ probabile che convochi anche qualche giovane della Primavera. Sarà un Siena incerottato, ma che non si tirerà indietro: è importante chi ci sarà e non chi mancherà”. (Angela Gorellini)