BARONI: GRAZIE SIENA, IN BIANCONERO SONO CRESCIUTO

Tutto serve nella vita, ogni esperienza aggiunge qualcosa al percorso. La quasi-vittoria di un campionato, un esonero, gli attestati di stima, le lacrime dei ragazzi che hai aiutato a crescere e che hai visto cadere proprio davanti al traguardo. Marco Baroni saluta la Robur, così, con un bagaglio in più sulle spalle e la serenità di aver dato tutto e sempre. Anche il suo è solo un arrivederci: quando arriva il momento di cambiare si cambia, ma senza dimenticare il passato, punto di partenza di ciò che sarà.
Baroni, è arrivata la fine di questa avventura…
“Sì, a Siena ho trascorso anni intensi. Mi è stata data una possibilità importante: il mio è stato un cammino inverso rispetto a quello di un normale tecnico, dai professionisti sono passato alle giovanili. In bianconero ho avuto la possibilità di crescere, con i ragazzi ho centrato un risultato storico per la città: quello che è stato fatto non ha bisogno di interpretazioni. Me ne vado con la consapevolezza e la serenità di aver dato tutto, pronto a intraprendere un nuovo percorso”.
Sa già dove andrà?
“Ho qualche contatto, ma ancora niente di sicuro. Potrei continuare ad allenare una squadra giovanile di un altro importante club oppure tornare tra i professionisti. Vediamo”.
Quale l’ultimo consiglio ai suoi ragazzi?
“Non si danno consigli al momento dei saluti. E’ nel tempo che un allenatore deve cercare di far crescere una squadra e preparare i giovani a quello che sarà il loro domani. Credo che i risultati si siano visti. E comunque nel calcio non c’è mai un addio, ma solo un arrivederci. Ho intenzione di allenare ancora per tanto tempo e sono sicuro che le strade, con molti di loro, si incroceranno di nuovo. I ragazzi, poi, sanno che il mio cellulare è sempre acceso e che quando vorranno potranno chiamarmi, che sono a loro disposizione”.
Chi, tra loro, farà strada?
“Il calcio di oggi è cambiato tanto, sono aumentate le difficoltà, è molto difficile fare pronostici. Molti trovano complicato l’ambientamento proprio a livello di categoria. Detto questo, però, nelle giovanili del Siena ci sono tanti giocatori di prospettiva. I nomi sono quelli: Mannini, Giannetti, Buchel… Ai quali aggiungo Malquori: non è mai stato, all’inizio, sulla bocca di tutti, ma è cresciuto tantissimo, sta venendo fuori alla grande. In generale posso dire che ci sono tanti ragazzi in bianconero, pronti per la B, per la C o per categorie minori, insomma giovani calciatori che possono iniziare la carriera nel mondo professionistico: Giorgio è bravissimo, saprà lui come muoversi”.
A Mignani vuol dire qualcosa?
“Con Michele ho un buon rapporto, è un ragazzo eccezionale, un giocatore che ha vissuto il calcio da leader. E’ alla sua prima esperienza, ma so che sarà all’altezza. Non ha bisogno di consigli: conosce bene l’ambiente e, affrontando questo impegno con la giusta umiltà, riuscirà a fare bene”.
Della parentesi in prima squadra, cosa si porterà dietro?
“Credo che un allenatore non debba mai buttare via niente di quello che vive. Per me è stata un’esperienza importante. Mi ha innanzi tutto aiutato a capire che nel calcio ogni spogliatoio è uguale. L’ho vissuto prima da giocatore, poi da tecnico nelle diverse categorie. Una bella avventura, anche se non sono andato io a cercarmi una panchina di serie A: per imporre un tecnico delle giovanili ci vuole una gran forza, soprattutto da parte della società. Nei 22 giorni in cui sono stato alla guida del Siena, tra gli impegni con le nazionali, l’influenza, la Coppa Italia, avrò fatto sì e no dieci allenamenti. E’ impossibile giudicare il mio lavoro, dati tali presupposti. Dopo la sconfitta di Genova, dove hanno perso quasi tutte, ero già esonerato. Era impensabile che Baroni potesse centrare sette vittorie di fila… Sia Giampaolo che Malesani quattro sconfitte consecutive le hanno rimediate. Non c’erano i presupposti, ma la considero comunque, al di là del risultato, una parentesi positiva, che mi ha aiutato a crescere”.
La stima nei suoi confronti, comunque, c’è sempre stata da parte dei senesi…
“Certi risultati non possono essere messi in discussione. La finale con la Primavera è ancora sotto gli occhi di tutti. Saluto tutti, gli amici, i tifosi, e li ringrazio: Siena mi ha concesso un’importante possibilità di crescita professionale. Se adesso qualcuno in più conosce Baroni, è proprio grazie a questi colori”. (Angela Gorellini)


Fonte: Fedelissimo on line