BARONI: CREDERE, LA MIA PAROLA D’ORDINE

 

Ha una parola d’ordine, Marco Baroni: “credere”. “Credere nei propri mezzi, nelle proprie possibilità, nella voglia di ottenere un risultato importante”. E’ la prima cosa che ha detto alla squadra appena ne ha assunto la guida. Lui che è il primo a farlo.

Ha rivisto la partita di domenica?
“L’ho rivista più volte: tante le cose positive, alcuni gli aspetti su cui lavorare. Sono contento dell’approccio, negli otto minuti iniziali i ragazzi hanno avuto un bell’impatto. Poi è arrivato il loro gol e lì sono stati bravi, nonostante dieci minuti di sbandamento, a riprendere in mano la gara. Un gol preso in quel modo poteva influire sull’aspetto psicologico, soprattutto quando una squadra vive una situazione difficile: la loro reazione è stato un passo determinante verso la ripresa”. 
La rete è stata subita proprio come a Bologna…
“C’è da lavorare, lo so. Non abbiamo sbagliato solo su quell’episodio, anche altre situazioni andavano gestite meglio. In settimana cercheremo di correggere questi errori”.
Lei ha comunque dimostrato di voler vincere fino in fondo, i cambi a dimostrarlo.
“Sì, ma anche nell’atteggiamento iniziale, che qualcuno ha definito spregiudicato. L’importante è che chi gioca sappia che anche la fase di non possesso va gestita in una certa maniera e che abbia la predisposizione a farlo, mettendo in campo quanto preparato in allenamento”.
Il Maccarone visto contro la Lazio potrebbe essere l’uomo chiave per la salvezza del Siena?
“Massimo lo conosco da tanto tempo, è un giocatore straordinario. Il ruolo di unica punta lo sa interpretare benissimo e domenica, da capitano, si è assunto le proprie responsabilità, ha capito la situazione e ha dato il La. Il suo gol è stato determinate. Di questi messaggi abbiamo bisogno adesso”.
Jajalo ed Ekdal come li ha visti?
“Mato è un giocatore che diventerà determinante: ha una gamba formidabile, ha classe e qualità. Sbaglia ancora troppo i tempi. Domenica è stato frenetico, come del resto un po’ tutta la squadra, nella gestione della palla. Potevamo aspettarci una cosa del genere, vista la scarsa serenità. Jajalo è giovane e va aspettato, deve ancora imparare la lingua, ma ha tutte le carte in regola per crescere e diventare una pedina fondamentale. Ekdal, se pur giovanissimo, è molto molto bravo, ma conosce già la nostra cultura, il nostro calcio, è per questo è più continuo nella prestazione”.
Si vedranno spesso in campo?
“Contro la Lazio sia Vergassola che Fini dovevano scontare una squalifica. Vedremo.Ogni partita può essere gestita anche non con gli stessi uomini. Mi sembrerebbe assurdo essere rigido adesso sulle scelte future. Andremo a costruire la nostra gara a seconda delle squadre che affronteremo”.
Se non altro il clima all’esterno inizia un po’ a distendersi…
“Appena sono arrivato ho detto che da questa situazione si esce solo prendendone atto e dando, tutti, un qualcosa in più, di quello che veniva dato prima. Dovevamo essere noi, quindi, a dare un’impronta alla gara diversa: il tifoso è sensibile e sarebbe passato dalla parte della squadra. Uniti e compatti, lasciandoci alle spalle ogni tipo di polemica, ce la faremo. Il sostegno dei tifosi è d’aiuto ai ragazzi che vanno in campo”.
A Genova, come la vede?
“Partite facili non esistono, nella nostra situazione meno che mai. Ho già visionato il Genoa, nellesfide casalinghe. Sappiamo tutti delle difficoltà che ci aspettano, ma proprio da esse dobbiamo tirare fuori il meglio. Ho già in testa la gara da preparare. Con consapevolezza degli ostacoli, ma senza paura. Voglio che questa parola esca dal nostro vocabolario. Voglio grandi determinazione e coraggio, cercando di non commettere gli errori di domenica”.
Si può parlare di un caso-Paolucci?
“No, nessun caso. Appena arrivato, ho guardato gli allenamenti e ho parlato con il ragazzo. Non l’ho visto al meglio dal punto di vista psicologico, deve recuperare la giusta condizione mentale. Da qui le mie scelte. Paolucci, come Maccarone, Calaiò, Reginaldo, Ghezzal, Larrondo, è un giocatore importante, appena ritroverà entusiasmo, cattiveria e determinazione ci darà una grande mano. Il passo, più che verso di me e la squadra, deve farlo verso se stesso: la sua storia qua a Siena parla di un giocatore utilizzato poco, ma se tralasci qualcosa alla fine finisci per perdere la condizione. Lo stiamo aspettando tutti”.
E’ vero che ha un nuovo vice?
“No, assolutamente. Il mio allenatore in seconda è Gianni Maestrini. Riccardo Rocchini, con noi già dai primi giorni, è arrivato in veste di collaboratore, di osservatore”. (Angela Gorellini)

Fonte: Fedelissimo on line