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Barbera: “Giocare a Siena dà grandi stimoli. Il nostro obiettivo è vincere più partite possibili”

Giornata di conferenza al campo dell’Acquacalda, dove Gianni Barbera ha parlato davanti alla stampa presente. Oltre a descrivere le sensazioni dopo il suo arrivo a Siena e a parlare del momento vissuto dalla squadra, il centrocampista classe 2004 è tornato anche sul suo trascorso nel settore giovanile bianconero. Di seguito le sue dichiarazioni:

Tau – “È stata una partita ben giocata, soprattutto la prima mezz’ora. Gli ultimi 10 minuti del primo tempo abbiamo avuto un po’ un calo ma per chi ha visto la partita è indubbio come si sia sviluppata. Le occasioni ci sono state: senza contare i rigori penso alle due che sono capitate a me. Avremmo meritato la vittoria, ma il Tau ha fatto la sua gara e portato a casa il risultato. Analizzando a fondo la partita, potevamo fare meglio nell’ultima fase ed essere più cinici”.

Emozioni – “Giocare nel Siena è un’emozione grandissima, mettere piede in campo la prima volta è stato molto emozionante. Qualche anno fa avevo fatto il raccattapalle, entrare a far parte di questo club e vestire questa maglia è un onore”.

L’arrivo a Siena – “Il mister è stato fondamentale. Il Siena difficilmente si può rifiutare, poi la presenza del mister ha fatto il resto. La sua presenza ha facilitato il mio apprendimento durante la preparazione. Quest’anno l’ho sentita solo a livello di fatica fisica, non mentale. Ero più avvantaggiato rispetto agli altri conoscendo già le sue richieste”.

Direttive – “Non vedo differenze tra l’anno scorso e quest’anno, il mister lavora allo stesso modo. L’approccio e l’identità di gioco sono le stesse”.

Ambiente – “Giocare a Ghiviborgo o a Siena non è la stessa cosa. A Ghiviborgo non hai la pressione, lo stadio è piccolo e imboscato e ci vanno in pochi. L’ambiente di Siena è completamente diverso, basta girarti intorno una volta che arrivi allo stadio, la pressione la senti già entrando. Personalmente sono uno a cui piace giocare in stadi blasonati, mi stimola molto”.

Ghiviborgo – “Il segreto è stato mantenere la nostra identità, sia nei momenti di difficoltà che in quelli positivi. È ciò che ci ha contraddistinto nelle grandi vittorie e nelle brutte sconfitte. Mai snaturarci”.

Obiettivi – “Non mi fisso mai obiettivi in termini numerici, a livello personale voglio dare il massimo per la squadra e i miei compagni. In termini di collettivo, invece, l’obiettivo è vincere più partite possibili”.

Campionato – “Non dobbiamo guardare le altre squadre. Ho sempre fatto il girone E ed è sempre stato molto equilibrato, tranne l’anno scorso non c’è mai stata una squadra che ha ammazzato il girone come il Livorno. Questo fa pensare che molte squadre si sono rinforzate e non è facile affrontare qualsiasi partita, che sia in casa o fuori”.

Extra campo – “Frequento la facoltà di Biologia al complesso di San Miniato qui a Siena, sono al terzo anno. Mi piacerebbe addentrarmi nella parte della nutrizione e diventare un biologo nutrizionista”.

Settore giovanile – “Nelle giovanili si incontrano sempre giocatori che poi ritrovi a livelli più alti. Del mio passato a Siena sono rimasto in rapporto con Hagbe, Di Paola e Morosi. Siamo sempre amici, abbiamo costruito un rapporto proprio grazie al calcio. Sì, qui a Siena ho giocato anche con Moruzzi (attualmente all’Empoli, ndr), sono contento del suo percorso ma con lui non ho più rapporti”.

Idoli – “Da piccolo era Pirlo, perché giocavo sempre da play davanti alla difesa. Crescendo un po’ sono arrivato a fare la mezzala o il trequartista, e in quel ruolo mi è sempre piaciuto Zidane”.

Orvietana – “Avendo fatto per tanti anni questo girone è una squadra molto temibile. Il campo non è dei migliori, in un ambiente un po’ isolato, ma sono una squadra di livello. È vero che qualche giocatore è andato via, ma ne sono arrivati altri di livello. Non sarà una partita facile come ha dimostrato la prima giornata, stiamo lavorando per affrontarla al meglio”.

(J.F.)

Fonte: Fol