Bambini cattivi di Paolo Brogi

Dove eravamo rimasti? Esattamente qui, come se ci trovassimo sempre nel tribolato e allucinante 2020, ammesso che l’anno iniziato possa essere in qualche modo migliore. E’ ormai storia vecchia ma il primo impegno del 2021 è saltato per la ’manita’ di positivi in casa Lornano Badesse che poi per fortuna sono risultati, come dicono gli esperti in questi casi, ’falsi positivi’. Sotto adesso con il Trestina che tra poche ore scenderà al ‘Franchi’ per giocarsi la partita della vita, ma niente paura, in questa stagione sarà proprio quella con la Robur la sfida dove sputare sangue. E lo sarà per qualsiasi avversario. Fino a qui niente di nuovo e allora cosa vi racconto in questa notte di venerdì? Sì proprio come iniziava la famosa canzone del trio Tozzi, Ruggeri e Morandi che nel lontano 1987 sbancò il festival di Sanremo. Che anni! Tra l’altro proprio in quello vinse il Panterone ma questa è un’altra storia e a tanti di voi sono sicuro non interessa. Vi voglio parlare appunto di ‘Bambini cattivi’ come recita il titolo di questo mio intervento. E’ passato Natale, niente da fare nemmeno con la Befana, visto che anche lei ci ha dato appuntamento addirittura al 2022 e allora i bambini, senza la paventata negazione di ogni regalo e la nefasta promessa del carbone, possono permettersi di essere un po’ cattivi.

Lo sono stati quelli del Badesse ‘bambini cattivi’, entrambe le parole tra virgolette, che ci hanno tenuto in sospeso fino al pomeriggio di martedì 5 gennaio per poi rimandarci a chissà quando. ‘Bambini’ cattivi hanno intenzione di esserlo (virgolette solo a bambini) quelli del Trestina, che hanno tutta l’intenzione, come dicevamo sopra, di scendere all’ombra di San Domenico in un freddo inizio di gennaio e provare  a fare lo scherzetto più terribile che possa esserci a livello calcistico. Tra l’altro nei due precedenti nell’anno di Morgia la Robur vinse all’andata e al ritorno, ma con grandi sofferenze.

Bambini ‘cattivo’, stavolta virgolette solo sulla seconda parola, scritta al singolare, è appunto il presidentissimo del Trestina, che di nome fa Leonardo e ha promesso ai suoi ragazzi un bel premio nel caso in cui dovessero uscire dal ‘Franchi’ con una prestigiosa vittoria. Ragazzi bianconeri ripartiamo subito con la testa giusta perché è un modo difficile, non solo per pandemie e conseguenze delle pandemie, ma anche per l’unica cosa che ci hanno lasciato fra tanti ‘non si può’, il pallone che rotola sul rettangolo verde.  Ebbene facciamolo rotolare nella porta avversaria, prendiamoci i punti e proviamo a scappare in classifica, perché come ho già detto su queste colonne a maggio io voglio essere in ‘zona bianconera’, ossia nella categoria superiore. E magari mi piacerebbe vedere anche un po’ di festa della gente con il cuore Robur. Proprio come al termine di quella cavalcata del ‘Baffo’ anche perché è tanto che il popolo del Siena non ha niente da festeggiare ma solo da incazzarsi e di brutto. Riprendiamo le vecchie e sane abitudini e per poter godere domani non dobbiamo fare prigionieri oggi. In senso sportivo, ovviamente.

Chiudo questo mio intervento con il ricordo di una persona che probabilmente conoscevate e che purtroppo non c’è più: Giuliano Cinci. Collaboratore eccezionale de La Nazione per tanti anni, Giuliano era un pozzo di idee, conosceva perfettamente le categorie minori del pallone, tanto che scherzosamente lo chiamavo il Luciano Moggi del calcio dilettanti. Quando avevi un problema in quelle giornate afose di luglio senza niente da mettere sul giornale lo chiamavi e lui c’era sempre. Puntuale, disponibile e perfetto nello stile.

Una tristezza immensa che non sia più tra noi a raccontarci il mondo puro e alla vecchia maniera dei dilettanti, ossia di coloro che davvero onorano questo sport a 360 gradi. (Paolo Brogi – email paolo.brogi@lanazione.net)

Fonte: FOL