Spesso mi capita di chiudere gli occhi e immaginare quella magica serata del lontano 19 novembre 1904, in cui alcuni bordelli di nove, dieci, undici e dodici anni decisero la nascita dell’Unione Studio e Divertimento. Non era una società e nemmeno un’associazione, ma un’unione di anime che volevano esaltare e godersi l’aspetto ludico dello sport. Non noiosissime serate passate in una palestra, ma intere giornate trascorse all’aria aperta, piccole gite nei dintorni della città in cui i soci si sfidavano in gare di campestre, lancio del peso, corse di mezzofondo e l’immancabile pranzo o merenda al sacco. Gli Unionisti, così venivano chiamati, furono ignorati dalla città, spesso derisi, ma Siena non aveva fatto i conti con il loro spirito fiero e battagliero. Dopo appena quattro anni dalla nascita dell’Unione, in tutti emerse la grande voglia di sfidare le altre società cittadine, di dimostrare che l’Unionista non è secondo a nessuno. L’Unione si trasformò in Società Sportiva Robur e iniziò così il confronto con le realtà sportive senesi, nel ciclismo, nel podismo e nel motociclismo. Le strade di Siena e provincia, divennero teatro di epiche rivalità, di sfide tra società e tra gli stessi atleti, tante vittorie, qualche sconfitta e anche momenti di tensione, perché il Roburrino, così venivano chiamati, non molla mai. L’animo pugnace e la voglia continua di sfide, nel 1921 aprì le porte al nuovo sport che già spopolava in Europa e nel nord Italia, portato a Siena da alcuni studenti universitari, il football! Il Siena si affilia alla FIGC e inizia il suo lungo cammino nel calcio, parte dal basso, ma ben presto scala la vetta fino a raggiungere risultati prestigiosi che ne fanno una delle società più apprezzate dell’Italia. Nel 1933-34 si trasforma in A.C. Siena concentrandosi solo sul calcio e qui inizia una storia bellissima fatta di grandi successi, su tutti la promozione e i nove anni di serie A, di cocenti delusioni e persino di tre ripartenze dal basso. Non è stato facile, non è facile, ma se sul piatto si mette lo spirito, mai sopito, del roburrino, tutto è possibile. Auguri Robur, una vita con te, una vita per te. (Nicola Natili)
Fonte: FOL
