Auguri Fedelissimo – Orlando Pacchiani: Il Fedelissimo è come un abbonato a vita

C’è uno spaccato di storia bianconera, in tutte quelle pagine messe in fila per settecento volte con la forza della passione. Spesso fuori dai confini dell’ufficialità: approfondimenti, spigolature, chiacchierate in libertà, tuffi nella memoria. Una piccola grande guida – dalla periodicità vincolata non al calendario gregoriano, ma a quello della Lega di appartenenza – per approfondire il mondo Robur, svincolata in larga parte dalla quotidianità. E per questo, strumento di conoscenza diverso dal resto del pianeta informativo e ideale integrazione.

Il Fedelissimo è come un abbonato a vita, una presenza fissa allo stadio nei contenitori agli ingressi, da qualche anno anticipata anche dal web. Un po’ come un vecchio amico da ritrovare ogni due settimane, con il quale parlare di cose bianconere e ricordare il passato, talvolta splendido, talvolta amaro. Ma con una filosofia di fondo: nel celebrare comunque l’epopea del cammino condiviso di una comunità, nel valutare ogni frammento della propria vicenda come una tappa fondamentale e una lezione da tenere a mente, considerare che comunque ciò che conta di più è il presente. Anzi, è l’idea di un futuro oltre ogni fallimento sportivo o societario. Da scongiurare con tutti i mezzi, ma anche da superare con ogni forza, quando e se si dovessero verificare.

Da qui nasce l’energia di una rivista compagna di strada di generazioni di tifosi bianconeri ma anche di giocatori, dirigenti, allenatori di passaggio per periodi più o meno lunghi dal Rastrello. Perché anche quelli che, in ogni categoria e ogni piazza, affermano perentori “io non leggo i giornali e non seguo le trasmissioni tv”, si può essere certi che almeno una sbirciata ogni tanto la danno. E soprattutto: “non guardo mai le pagelle” è la meno credibile delle affermazioni, prove alla mano. In questo caso, più che le pagelle c’è da controllare la classifica del Fedelissimo d’oro, in particolare per quelli che si trovano nelle posizioni di testa e lottano per la vittoria. Non sarà il Pallone né la Scarpa d’oro, d’accordo. Però in questo microcosmo è comunque una competizione interna che può mettere il sigillo a una stagione positiva.  E figurare in quell’elenco, un motivo di prestigio. Come far parte, ancora di più, del grande racconto di quella storia. Una storia che, per chiunque un giorno volesse raccontarla come un quadro d’insieme, non potrebbe prescindere dalla consultazione di questi settecento e chissà quanti numeri ancora del Fedelissimo. Lunga vita. (Orlando Pacchiani)

Fonte: Il Fedelissimo