Auguri Fedelissimo – Angela Gorellini: con il Fedelissimo sono cresciuta, mi sono arricchita, mi sono sbizzarrita.

‘Bianco o nero’? Tante volte ho chiuso le mie interviste con questa domanda. Tre parole e un punto interrogativo: dietro dieci anni di Fedelissimo. Quando mi è stato chiesto di scrivere un pezzo per il settecentesimo numero (complimenti Fede!) la prima cosa che ho fatto è stata ripescare le vecchie pubblicazioni nella libreria: superato lo choc iniziale (ragazzi, quando ho cominciato ero poco più che una ragazzina e ora sono la ‘zia’), mi è tornato tutto in mente: i viaggi verso Castellina il martedì, le telefonate a incastro, la comunicazione ‘a gesti’ con Emeghara (onestamente con l’inglese non sono messa benissimo), il mutismo di Moti (con un imbarazzato Codrea a fare da interprete), le imitazioni di Ficagna, la gentilezza di Barusso che mi regalò un portapenne per averlo intervistato, lo scambio di figurine con Brkic, tra una domanda e l’altra. Il timore di trovarmi davanti Vergassola in momenti complicati come la retrocessione e la non iscrizione alla serie B.

Aneddoti ed episodi che ho potuto condividere con due colleghi-amici, che continuo a ringraziare, Cecilia Tarabochia e Orlando Pacchiani. I ringraziamenti più grandi però, sono adesso come allora, per Nicola Natili e Lorenzo Mulinacci: sono stati loro a farmi salire sulla nave, con l’idea, condivisa, di inserire nel Fedelissimo interviste ai giocatori un po’ diverse da quelle abituali, ritratti a 360 gradi dei bianconeri. E quanti, in dieci anni, si sono raccontati sul Fede: alcuni ce l’hanno fatta, altri hanno avuto carriere dignitose, altri, forse per mia ignoranza, non ho la più pallida idea di dove siano: Eremenko, Chiumento, Nanni… Quando ho deciso di smettere è stato un dispiacere; ma ci sono momenti, nella vita, in cui è necessario compiere delle scelte. A malincuore ho passato il testimone, non certo per la caduta della Robur in serie D, ma per vicissitudini professionali e personali che mi impedivano di dedicare il giusto tempo a una pubblicazione che invece ne richiedeva e meritava.

Ogni storia, d’altra parte, ha il suo percorso e la sua fine e sono contenta che quella tra me il Fede ne abbia avuta una lieta; ci siamo dati tanto e ci siamo lasciati amici: con il Fede sono cresciuta, mi sono arricchita, mi sono sbizzarrita. Ho avuto modo di conoscere meglio tutti i protagonisti della storia bianconera, mi sono divertita. E, cosa più importante per un giornalista, spero di aver regalato qualcosa a voi che leggete queste righe. Non sono mancate neanche le critiche, ahimè, ma quelle fanno parte del gioco: beh… alla fine… come ha detto la Littizzetto… ‘Mica posso piacere a tutti, c’è anche chi ha gusti di… (scutibili)’. Scherzo eh! Buona partita e sempre forza Robur! P.s.: Bianco o nero? (Angela Gorellini)

Fonte: Il Fedelissimo