Atzori replica a Carboni: “Sono stato costretto a dimettermi. Ci ho lasciato anche più di un anno di stipendio”

“Atzori? Non si è dimesso, fu cacciato. Sennò si racconta barzellette”. Dichiarazioni di Guido Carboni, l’attuale allenatore dell’Olbia che il 2 dicembre 2015 prese il posto di Gianluca Atzori sulla panchina della Robur, rilasciate a Canale 3 durante la trasmissione “Studio Robur” e riportate dal Fedelissimo Online. A pochi giorni di distanza, arriva la replica del tecnico nativo di Collepardo. “Trovo scorretto che qualcuno possa parlare di un collega non sapendo i fatti. Io non l’ho mai fatto, ma adesso è giusto che gli risponda”, spiega Atzori al Fedelissimo Online. “Mi sento di ribadire che sono stato costretto a dare le dimissioni. Non sarei mai andato via da Siena, ci stavo benissimo, la gente tutt’ora quando torno mi saluta calorosamente. L’unico problema era la società. Sono stato costretto a dimettermi perché il presidente mi disse che non aveva più soldi e la squadra sarebbe stata smantellata. Noi eravamo partiti con l’idea di fare un campionato di mantenimento, e lui preso dall’euforia iniziò a parlare di primo posto. Vallo a spiegare ai tifosi. Non potevo più metterci la faccia. Ci lasciai due mensilità di stipendio più l’anno successivo. Chi me lo faceva fare di dimettermi, altrimenti? L’unica causa è stata l’assenza della società”.

Carboni ha poi parlato dei vari giovani valorizzati, da Montipò a Yamga, fino a Paramatti. “Ma Montipò e Yamga sono stato io a volerli e a lanciarli – ribatte Aztori – mentre Paramatti era in panchina, è vero, ma semplicemente perché in difesa giovavano Celiento, gran giocatore per la categoria, il leader e capitano Portanova e D’Ambrosio, attuale capitano del Siena”. (Giuseppe Ingrosso)

Fonte: FOL