Atzori: “Fossimo rimasti in undici avremmo vinto. Sono stanco del protagonismo degli arbitri”

Mister Atzori punta il dito contro Celiento ("ha fatto una sciocchezza, ci ha condizionato") e il direttore di gara, per la distribuzione dei cartellini in maniera iniqua. 

Deluso da Celiento – “Era una partita importantissima per dare continuità alla bella vittoria di Pisa e perché era un derby sentito. Sono deluso perché non possiamo sempre rimanere in dieci. Oggi sono sicuro di poter dire che mai avremmo pareggiato la partita fossimo rimasti in 11. E’ stata una mazzata per tutti. Questa partita dovevamo portarla in porto. Nel primo tempo non c’erano spazi ma siamo riusciti a segnare indirizzando la gara dalla nostra parte. Il risultato è stato condizionato da quella scelta. Cosa dirò a Celiento? Gli ho già parlato. Daniele ha fatto una sciocchezza, non aveva senso il fallo, se n’è reso conto troppo tardi. Sono scelte che condizionano per forza, Daniele deve stare più calmo, è stata la sua forza fino a qui”.

Personalismo degli arbitri – “Sono stanco del protagonismo degli arbitri, vengono qua a Siena per dimostrare di avere personalità, e sono stufo perché ci stanno levando punti. Lo faranno in buona fede, ma se al primo fallo nostro tirano fuori il giallo, e al loro niente, questo poi comporta squalifiche pesanti. Celiento è stato ammonito per due falli da dietro, loro hanno fatto tanti falli da dietro ma i centrali non sono mai stati ammoniti. C’è stato un metro diverso e non ci sto”.

C’è tempo – “Il campionato è ancora lunghissimo, abbiamo ancora tante occasioni per riprendere il nostro cammino. L’intoppo non è dovuto certo a noi, faremo tesoro di questo errore e andremo avanti. Prepareremo la partita a Teramo, c’è un dispiacere anche in spogliatoio ma da martedì si ricomincia”.

Il gioco sulla punta – “Abbiamo fatto quello che dovevamo fare, loro sono stati agevolati. Quando trovi una squadra che gioca in 11 nella propria metà campo trovi poco spazio e l’unica soluzione è trovare l’attaccante e poi giocare di sponda”. (Giuseppe Ingrosso)

Fonte: Fol