Atalanta, scatta la corsa con il Siena per il primo posto

E adesso sotto con il Siena: lo dobbiamo tenere dietro. Adesso che la serie A è nell’evidenza dei fatti – al punto che persino i giocatori finalmente parlano di serie A per Pasqua… – ovviamente l’obiettivo diventa un altro: bisogna vincere il campionato. Anzi, in questa sede è il caso di riproporre l’interrogativo già proposto ieri, con la speranza di farne un tormentone: qui c’è qualcuno che vuol arrivare dietro Conte?

Riepiloghiamo la situazione. Dopo 33 giornate di campionato l’Atalanta ha 64 punti e il Siena 63. Il Novara, terzo, è a 55. Tenendo questa media chiuderà a 70 punti, quindi ne potrebbero bastare 71 per la promozione diretta. Sono pochissimi, vorrebbe dire che ne mancano solo sette. Chiaro che ci arriveremo, anche se mancassero il doppio. Colantuono parla di 82 punti perché vuol migliorare gli 81 che ha conquistato nel 2005/2006.

Sappia, il mister, che a questo punto i bergamaschi hanno un solo obiettivo: arrivare davanti al Siena. Meglio 75 punti da primi che 85 da secondi. Da qui alla fine meglio perdere tre partite e arrivare davanti che chiudere la stagione imbattuti (e fare il nuovo record: 25 partite) e finire dietro. Questione d’orgoglio. Il Siena da agosto è stato in testa otto giornate, cinque delle quali a inizio stagione. Noi siamo in testa da 13 giornate, perché mollare.

Adesso guardiamo la classifica. L’Atalanta è davanti un punto, ha vinto di più (15 partite contro 14) e perso di più (5 partite contro 4). Il Siena ha segnato di più (51 gol contro 41) e subìto più reti: 25 contro 22. Attenzione: se le due squadre chiudono a pari punti arriva primo il Siena per effetto degli scontri diretti (0-1 in Toscana, 0-0 a Bergamo). Quindi l’Atalanta deve stare davanti.

Ora il calendario. Entrambe le squadre da qui alla fine giocheranno 5 volte in trasferta e 4 in casa. Ma l’Atalanta ha in programma anche la trasferta con l’AlbinoLeffe, quindi giocherà 5 volte a Bergamo. È un vantaggio. Poi lo spessore delle avversarie. Se annulliamo le avversarie uguali (Portogruaro in casa, Grosseto e AlbinoLeffe fuori) e le due equivalenti (Triestina e Frosinone nel prossimo turno, con la Triestina ormai retrocessa che viene a Bergamo e il Frosinone che spera ancora e ospiterà il Siena…) restano cinque partite.

L’Atalanta ospiterà Empoli e Cittadella e andrà a Modena, Crotone e Livorno. Due avversarie tranquille, due da playout e una da playoff. Il Siena invece ospiterà Vicenza, Torino e Varese e andrà a Novara ed Ascoli. È un pessimo calendario, sono quattro squadre da playoff (con Novara, Varese e Torino…) e una da playout. Se non vi basta fate la somma dei punti delle rivali e capirete che il Siena sta molto peggio: le sue avversarie valgono 386 punti, quelle dell’Atalanta 352.

Atalanta favorita dunque, ma a una condizione: adesso basta con i pareggi. O, se preferite, con i… pareggini. Perché all’andata l’Atalanta ha costruito le sue fortune sulle vittorie: ha pareggiato solo 3 partite su 21. Nel ritorno, invece, siamo già a 7 pareggi in appena 12 gare. Sì, non abbiamo mai perso, è vero. Ma ha già vinto una partita meno che nello stesso periodo dell’andata. Il Siena, invece, tiene il suo passo.

E, infatti, nel ritorno ha già conquistato un punto in più dell’Atalanta (23 contro 22) pur avendo perso una partita. Detto in altre parole: bisogna tornare a vincere più spesso, altrimenti Conte mette la freccia. E dato che per Bergamo non c’è altra via che arrivare primi, caro mister, adesso dacci la scossa. I pareggini non bastano più. (Pietro Serina)
Fonte: L’Eco di Bergamo