Aspettando la Lazio

Il paradosso è che dopo un passivo pesante, eccessivo e, alla fine, anche un pò umiliante, esci dallo stadio e non puoi che sorridere perchè sotto di te hanno perso quasi tutte. Così l'eclatante quanto ingiusto 1-4 contro il Milan ormai ex campione d'Italia da una parte rattrista, dall'altra rallegra. Otto gradini sopra la terzultima e ne mancano tre alla fine del gran premio. Negli scontri diretti con Genoa e Lecce sei in vantaggio e allora basta un punto per esultare. Un solo, fottutissimo punto. Che potrebbe anche non essere necessario, visto che il Lecce poco facilmente vincerà a Torino sponda Juve. Poi ci sono l'onore e la gloria, il fatto di volersi salvare senza dipendere dalle altre e superare il record dei record, quei 44 punti così vicini e così lontani. Se ci aggiungiamo anche un altro tabù, quello del Siena mai vittorioso nella Roma biancoceleste, ecco che domani sera non sarà una gita al Colosseo o al Foro Romano. Sarà invece una sfida vera, affascinante, che promette spettacolo e divertimento, non solo perchè negli otto precedenti si viaggia a una media di tre gol a partita. La Robur scenderà in campo rimaneggiata -il turn over è d'obbligo, di questi tempi- , probabilmente sulla difensiva, per poi colpire in rapidi contropiedi. Un vantaggio, i bianconeri, ce l'hanno già. La Lazio incerottata e sull'onda dei nervi è obbligata a vincere, il Siena no. E il fattore nervosismo peserà eccome.

Precedenti –  4 pareggi e altrettante sconfitte per un totale di 8 precedenti tra Lazio-Siena. Il primo nel lontano 1945/46 terminò senza reti. L'ultimo, nel 2009/2010, finì con un 2-0 (Lichtsteiner e Cruz) che spinse in B bianconeri. Il risultato più frequente è l'1-1, centrato per ben tre volte.  Nel 2004/2005, nel Gennaio 2007 (Cozza nel finale rispose a Rocchi)e in Aprile dell'anno dopo (Loria ancora nel finale dopo la rete di Mutarelli). La partita con il maggior numero di gol è datata 4 Aprile 2004. Il Siena, ritrovatosi in momentaneo vantaggio, perse 5-2. Gol di Cesar (3), Fiore e Corradi da una parte, Taddei e Guigou dall'altra. Due stagioni dopo altra sconfitta a suon di reti. Bogdani pareggiò il gol di De Canio, poi Cesar e Tare archiviarono una partita riaperta solo nel finale grazie a un regalo di Peruzzi (autogol). (Giuseppe Ingrosso)

Fonte: Fedelissimo Online