Aspettando l’Inter

Non ditelo forte perchè poi, sennò, il mister si arrabbia. Occore spegnere ogni piccola fiammella di entusiasmo, insegna il pompiere Sannino, e gioire solo dopo aver letto nel tabellino della classifica le due parole magiche "matematica salvezza". Per ora c'è solo la seconda, ma detto fra noi, occorrerà solo del tempo perchè appaia anche la prima. Intanto, piano piano, possiamo sussurrare che il più è fatto, che fra cinque mesi saremo nuovamente a tifare Siena contro Milan, Juve o Inter che sia. C'è aria nuova nella città del Palio; un profumo intenso, un'atmosfera gradevole, distesa, che sa di tricolore. Lo scudetto, per noi, è arrivato un sabato di Pasqua in quel di Bergamo, dove Sannino aveva sempre pareggiato e dove la Robur non aveva mai vinto. Atalanta-Siena è stata la partita delle gradite conferme e delle piacevoli sorprese, che in clima pasquale ci stanno tutte. E' la conferma del modulo, il 3-5-2 portafortuna (Firenze e Napoli esclusi) che consente di non soffrire nel fulcro del gioco, il centrocampo, e di non sacrificare uno dei centrali di lusso, primo su tutti Contini. E' la giornata di Indiana Jones Larrondo, che ritrova il gol perduto dopo mesi e mesi di vane ricerche. E' la consacrazione di Mattia Destro, tre reti consecutive, otto totali senza nessun aiuto dai rigori. A giugno sarà davvero difficile tenere uno che segna quanto Lavezzi. E poi è la partita, come già detto prima, della quasi definitiva permanenza in serie A. Il "quasi" potrebbe essere tolto, a braccietto con una grossa soddisfazione personale, domani al Meazza contro altri neroazzurri, superiori, ora come ora, per l'appeal mediatico e poco altro. L'Inter del generoso Stramaccioni avrebbe infatti un punto di vantaggio sull'Atalanta, penalizzazione esclusa. I bergamaschi, prima di sabato, avevano perso in casa solo con Milan e Juventus. L'Inter cinque, tra cui Novara e Bologna. Insomma, lasciatecelo dire, il colpaccio ci sta eccome. Le luci a S.Siro, domani, potrebbero essere bianconere.
Precedenti – L' Inter, tra le squadre italiane che hanno disputato almeno un campionato in serie A, è l'unica a non esser mai retrocessa in B. Per questo motivo, i precedenti con il Siena, 7 in totale, sono tutti nella massima serie. Il bilancio è nettamente a favore dei neroazzurri: 5 vittorie e 2 pareggi. Il Siena, come del resto anche al Franchi, non ha mai vinto a San Siro, ma è riuscita a togliersi qualche soddisfazione. Come nel 2008, quando rimandò i festeggiamenti scudetto dell'Inter: a Vieira e Balotelli risposero Maccarone e Kharja. L'ultimo precedente, lo ricorderanno in tanti, risale al 9 gennaio 2010. Finì 4-3, con tre capovolgimenti: Robur in vantaggio con Maccarone, sorpasso Inter con Milito e Sneijder su punizione, controsorpasso bianconero firmato Ekdal e Maccarone e finale amarissimo con reti di Sneijeder (ancora su punizione con Pegolo, subentrato all'acciaccato Curci, non esente da colpe) e Samuel al 96'. Nel dopo-gara Malesani se la prese con l'arbitro per aver fischiato un fallo dubbio dal quale scaturì il 3-3. In quell'occasione la vittoria, soltanto sfiorata, avrebbe potuto significare una svolta significativa. Invece rimasero solo tanta delusione e gli elogi del furbo Mourinho, il quale, si dice, ammise che il Siena avrebbe meritato di più. Ma oggi è tutta un'altra storia. Non c'è più  lo Special One, non c'è Sneijder, infortunato. E c'è un Pegolo che adesso è l'arma in più della Robur. (Giuseppe Ingrosso)

Fonte: Fedelissimo Online