Aspettando il Genoa, ma ricordando Morosini

Come un bambino che perde l'equilibrio mentre cammina su un'asse di legno. Come un pugile preso alla sprovvista e colpito a freddo durante un incontro di boxe. Solo che qui il ring è un rettangolo verde e il combattimento non è di certo ad armi pari. Alle quindici e trentuno di un sabato primaverile il cronometro si ferma e rimarrà bloccato per molto tempo. Piermario Morosini crolla a terra una, due, tre volte; non si rialzerà più. Il tutto in mondovisione, con telecamere, telegiornali, siti, trasmissioni e programmi sportivi pronti a riprodurre ad libitum le strazianti sequenze di un film dell'orrore e ad alimentare una gigantesca onda emozionale. Facebook, Twitter, You tube e ogni altra piattaforma sociale impallati dall'infelice notizia. Ma come mai queste adesioni di massa così insistenti e assillanti? Antonio Puerta era un esterno mancino che giocava nel Siviglia quando morì dopo un arresto cardiaco il 28 agosto 2007. Era più conosciuto e affermato di Morosini. Poche settimane prima di andarsene, per dire, aveva rifiutato un'offerta di 15 milioni dal Real Madrid per amore della propria città e della propria squadra. Le parole del suo presidente José Maria Del Nido – "Il mancino di diamante ci ha lasciato" – testimoniarono quanto avesse del talento quel ragazzo di 22 anni, tre in meno di Morosini. Eppure l'impatto mediatico non fu così enorme. Se si esclude il match di Champions contro l'Aek Atene il giorno stesso, nessun altra partita fu annullata; nemmeno la finale di Supercoppa Europea col Milan 72 ore dopo. La RFEF (federazione calcistica spagnola) non sospese frettolosamente tutte le partite, dalla Liga fino alla Tercera Division. Non ci furono nessune immagini riproposte nel maxi schermo del BMO Field, lo stadio canadese di Toronto. Non ci furono settemila persone che in un giorno cliccarono su Facebook per chiedere che la curva dello stadio in cui era nato venisse intitolata a lui. Questo perchè il dramma non avvenne in diretta televisiva. Puerta perse conoscenza in un match col Getafe, a pochi metri dai suoi tifosi, ma riuscì ad abbandonare il campo coi suoi piedi prima di subire altri arresti cardiaci. Morosini no, è morto sul prato verde, quello spazio in cui aveva anestetizzato i dolori e le frustrazioni per la perdita dei genitori e del fratello. Quello spazio dove aveva vissuto. E per il quale aveva vissuto.   Ora, una settimana dopo, il campionato prova a ripartire. Dopo polemiche e litigi per lo spostamento dei turni, dopo indagini e inchieste (l'auto della polizia municipale che blocca il passaggio all' ambulanza, il defribillatore che c'era ma non è stato usato) che ci ricordano in che paese viviamo, ricominciamo dal campo. Quello che è certo, però, è che non sarà per niente facile.

Precedenti di Genoa-Siena – Tre punti di differenza e una classifica ancora incerta, resa pericolante dalla continua pressione del Lecce. Questo il bollettino di Genoa-Siena, che assume una rilevanza maggiore di una partita normale. Il Grifone è obbligato a vincere, la Robur a non perdere. L'ultima vittoria esterna rossoblu risale proprio contro i bianconeri, il 12 Dicembre. Poi una crisi nera che ha fatto sprofondare la squadra di Malesani al quart'ultimo posto. Al Ferraris il Genoa ha sempre segnato contro il Siena. Però non vince da 5 partite in casa e ha totalizzato solo 6 punti nelle ultime 11 gare. In perfetta parità i precedenti. Per i bianconeri 2 vittorie, 2 pareggi e 2 sconfitte, per un totale di 10 gol fatti e 9 subiti. La prima di Genoa-Siena, nel 2000/2001 in serie B, finì 1-1. All' autogol di Nicola al 33' rispose Malagò un minuto dopo. L'anno dopo ancora 1-1 e ancora bianconeri in vantaggio. Gol di Argilli e pareggio rossoblu al 91' con Francioso.  Nella stagione 2002/2003 arrivò il primo sorriso senese; Pinga, Taddei e Tiribocchi ribaltarono lo svantaggio iniziale di Chini.  Nel 2007 arrivò un altro 1-3, con la tripletta bianconera dopo appena 22' firmata  Frick, Loria e ancora Frick e il gol della bandiera di Figueroa. Nel campionato 2008/2009 il Siena si fermò al palo colpito da Galloppa e conobbe la prima sconfitta, 1-0 con rete decisiva di Biava. L'ultimo precedente risale all' 8 Novembre 2009. Dopo lo shock del primo tempo, chiuso sul 3-0 per i padroni di casa grazie a Palladino e doppio Crespo, il Siena tentò l'impresa nella seconda frazione con Paolucci e Maccarone. Nel finale Floccari, partito in leggero fuorigioco, inchiodò il match sul 4-2. (Giuseppe Ingrosso)

Fonte: Fedelissimo Online