Arzachena bis

Un pomeriggio da ricordare. Proprio così. Una prestazione negativa su più fronti, la quale però ci insegna qualcosa: bisogna essere lucidi, dal campo agli spalti. Tutte le componenti in gioco nella gara di ieri hanno commesso degli errori. La mancanza di reazione, le disattenzioni in fase difensiva e le critiche ingenerose di una piccola parte di pubblico che sa solo fare questo. E' vero, non si può essere soddisfatti di una sconfitta, ma il giusto atteggiamento non è di certo quello di inveire contro squadra e dirigenza. Uno stadio diviso porta soltanto malumore, in campo e fuori. Non è assolutamente un caso che le migliori prestazioni casalinghe siano arrivate nelle occasioni in cui tutto il pubblico abbia fornito il suo apporto. La cosa deve essere chiara: all'interno dell'economia di una partita ognuno ha un ruolo. I calciatori quello di giocare, l'allenatore di impartire indicazioni tecnico-tattiche e il pubblico di tifare. Se qualcuno si sostituisce all'altro l'equilibrio si spezza, cosa successa nel pomeriggio di ieri.

 

Siena è una piazza difficile, per tutti. E' un posto che ti può dare tanto, che ti riserva cori e onori ma anche affrettate critiche. La stessa Anna Durio, la sera prima acclamata a gran voce da quella parte affettuosa e riconoscente, viene criticata e invitata ad andarsene da quel nucleo bipolare del tifo bianconero. In occasione delle vittorie tutti a ringraziare, ma quando si perde viene fuori un lato, quello peggiore e rabbioso, che dimentica troppo in fretta. La donna che ci ha salvato viene invitata a lasciare una città per la quale sta dando via risorse psicofisiche ed economiche. I direttori insultati per aver comprato quel giocatore, quando magari la settimana prima si esultava a una sua rete o lo si acclamava per una buona giocata. Quello senese è un popolo che non dimentica, ebbene che lo faccia anche allo stadio. Ricordiamoci questo momento come Arzachena bis. Stesse emozioni, stesso pessimismo e stesse critiche dell'andata: una situazione in cui tutto sembrava perduto, ma da cui siamo rinati.

 

Un filotto di quindici risultati utili consecutivi, alcuni contro dirette avversarie per la lotta ai primi posti. E se alla squadra serviva una scossa per il finale di stagione, eccola qua. Una sconfitta amara e meritata, ma dalla quale bisognerà uscirne con la bava alla bocca. In questo momento serve dimostrare affetto, comprensione e critiche costruttive. Alla fine mancano cinque partite, cinque occasioni per far vedere che la Robur Siena e la sua città sono una cosa sola nel bene e soprattutto nel male.

(Giacomo Principato)

Fonte: FOL