Gill Voria contro Stefano Argilli. Era solo un test, peraltro in una cornice desolante, ma i due amici fraterni sono scesi sul manto del caro vecchio Rastrello in panchine diverse. “Era già successo ai tempi delle giovanili, io allenavo nel Siena e lui nel Mazzola”, sorride Argilli, oggi allenatore dell’Asta Taverne in Eccellenza, dopo l’amichevole al Franchi.
Come è andata?
Credo e spero che sia stata utile per entrambe. Il livello è diverso ma siamo stati abbastanza bravi a tenere il campo senza soccombere e senza difenderci a spada tratta. Ringrazio Gill e il Siena per la possibilità di giocare qui.
Peccato per lo scenario…
Questo stato di abbandono mi fa male, mi da fastidio. Mi irrita come ho trovato il terreno e le cose limitrofe. Non so con chi posso prendermela, ma non va bene per Siena, per noi senesi, per la comunità. Voglio dirlo pubblicamente: è un bene pubblico per la città e non può essere in questo stato. So che siamo al 12 agosto ma questa cosa qua non si può vedere.
Impressioni sul Siena?
L’ho già visto in qualche allenamento, lo staff è un gruppo di amici che seguo sempre volentieri. E Gill è sempre la stessa persona, prepara la squadra a modo suo che sia una squadra di Pulcini o di Serie A.
Voria ha provato a farti ritornare nel Siena?
No perché ero già impegnato, ma per il rapporto che abbiamo non c’è bisogno di proporre. Loro sanno che a me piace allenare in maniera diretta, il collaboratore l’ho fatto in passato e adesso mi dà gusto essere responsabile di una squadra. Voglio bene a loro e sono il primo tifoso, e loro lo stesso.
In pochi si aspettavano un impatto così positivo di Voria in prima squadra.
La gente guardando solo il curriculum non sa quanta passione e forza ha. Ero sicuro facesse bene, magari è andato anche oltre le aspettative. Questo è il suo mestiere, e qui a Siena, voi sapete perché, è ancora più bravo a farlo.
Un accenno all’Eccellenza, aspettando i gironi?
Ci sono squadre e società che hanno investito tanto: Sangiovannese, Ancella, Mazzola, Sansovino, piazze che hanno budget di categoria superiore. Però noi abbiamo fatto bene, ringiovanendo parecchio rispetto allo scorso anno. Credo che abbiamo fatto le cose al meglio per quello che è lo status dell’Asta, una società che vuole crescere, vuole consolidarsi, vuole essere una protagonista piano piano in questa categoria. L’impronta che abbiamo dato con la società e con il direttore sportivo Pietro Manganelli è stata seguita correttamente. Poi sta a me, sta alla squadra, a tutto lo staff, di altissimo livello.
Se dovessi parlare di un obiettivo?
Salvarsi in maniera più tranquilla rispetto all’anno passato, consolidarsi in questa categoria, trovare qualche soddisfazione in qualche bella vittoria.
(Giuseppe Ingrosso)
Foto: Asta Taverne
Fonte: Fol