Ardito: “Siena, creati il tuo campionato. Su Dal Canto…”

“E' un Siena che deve ancora trovare quella continuità che una squadra che cambia allenatore e parte dell'organico cerca a inizio campionato. Deve scoprire quegli equilibri che ha avuto nel percorso biennale portato avanti da Mignani, resta comunque una squadra che ha le qualità per fare un campionato importante in questo girone”. A parlare a Il Fedelissimo Online è Andrea Ardito, autore della prima storica rete senese in Serie A e ancora oggi legato alle vicende della Robur. Appese le scarpette al chiodo, l'ex centrocampista – in bianconero nel triennio 2002/05 – ha intrapreso la carriera di allenatore e dopo aver guidato l'anno scorso il Seregno (Serie D) è alla ricerca del progetto giusto.

In quest'inizio di campionato la Robur non ha mai vinto in casa, mentre ha raggiunto il successo in entrambe le trasferte. Come mai questo rendimento casalingo?

“Per una squadra nuova e che deve trovare le certezze necessarie all'inizio è più facile giocare in trasferta, laddove trovi undici che cercano di fare la partita piuttosto che chiudersi un po'. Non avendo quegli automatismi che potrà avere tra qualche partita paradossalmente trova più difficoltà al 'Franchi' contro squadre più chiuse. In trasferta, dove hai meno pressione, facendo una partita ordinata e di qualità si riesce a ottenere il risultato pieno più facilmente”.

L'avvio di questa stagione è simile a quello dello scorso anno, quando si cambia tanto è necessario un iniziale periodo di assestamento.

“A maggior ragione quando hai un allenatore nuovo. L'inizio non è semplice, lo si vede nel Siena come anche in categorie superiori. Non è però una regola scritta, ci sono anche società che cambiano molto e partono a razzo. Nel calcio non ci sono certezze. La vedo in questa maniera, è una cosa abbastanza normale e che può succedere tranquillamente”.

Quanto è importante, soprattutto quando le cose non vanno per il meglio, avere il sostegno del pubblico?

“Il sostegno del pubblico, la stampa che scrive cose giuste, una società e un gruppo forte: sono tutte componenti che più nei hai e più puoi far bene. Allo stesso tempo chi viene ad allenare o giocare a Siena sa che trova una piazza che negli ultimi quindici anni ha fatto determinate categorie consolidandosi nel calcio che conta, perciò deve avere la personalità per superare le difficoltà che possono sopraggiungere anche all'interno della partita. Questo per me è il bello del calcio, giocare in piazze che ti mettono quelle pressioni e tensioni che un calciatore e un allenatore è bello abbiano”.

Qual è il suo pensiero su Alessandro Dal Canto?

“E' uno degli allenatori emergenti più bravi che ci siano. Ha avuto un percorso completo e formativo passando sia da prime squadre che da settori giovanili. Penso che anche lui vorrà fare il salto di qualità, è arrivato in una società che ricerca lo stesso obiettivo. Spero che il Siena possa ottenere dei grandi risultati”.

Nell'ultima partita si è passati dal consueto 4-3-1-2 a un 3-5-2 iniziale che ha un po' sorpreso. Dal Canto ha motivato la scelta dicendo di voler compattare la squadra.

“E' un allenatore che ha il suo sistema di gioco preferito, ma che ha comunque cambiato spesso. Anche a me non piace fossilizzarmi su un sistema di gioco, ma riuscire a trovare il modulo che si adatta meglio ai giocatori e ai momenti della stagione. Allenandoli tutti i giorni ha il polso della situazione, se ha fatto questa scelta l'ha ponderata bene. Il risultato di domenica gli ha dato ragione, il che vuol dire che ha fatto la mossa più giusta”.

Il Monza è la squadra da battere o ritiene ci siano altre squadre che possano competere per la prima posizione?

“Li ho visti dal vivo due volte, sulla carta non vedo altre squadre che possano competere con loro. La mia esperienza mi porta però a dire che vincere un campionato non è facile e anche società come il Monza, con una rosa di altre categorie, dovranno lottare, sudare e passare i momenti difficili. Non sarà una passeggiata, anche se sinceramente non vedo altre compagini che possano competere con i brianzoli per la prima posizione. Il Siena deve concentrarsi su se stessa e cercare di crearsi il suo campionato, se poi il massimo saranno i playoff dovrà arrivarci nel modo giusto per poter affrontare questa lotteria”.

E il suo percorso di allenatore come sta procedendo? Ha ricevuto qualche offerta?

“Qualcosa c'è stato, ma al momento è ancora presto. Sto andando a vedere molte partite e allenamenti, mi piace osservare il lavoro degli altri allenatori. E' bello perché trovi sempre spunti interessanti, ma è normale che il campo manchi. Sono uno che anche da calciatore ha sempre cercato piazze che ti diano pressione. Ho sempre vissuto così ed è quello che mi manca di più in questo momento, spero che presto possa arrivare qualcosa per rimettermi in campo”.

(Giacomo Principato)

Fonte: FOL