Ardemagni: “Il mio obiettivo? Fare tanti gol e andare ai playoff”

“Il Frosinone è sempre stato chiaro, io e altri sette eravamo fuori dal progetto. È stata dura, allenarsi da soli e guardare gli altri giocare non è facile, ma non ho mai mollato e ora sono di nuovo in carreggiata”. A parlare è Matteo Ardemagni, arrivato a Siena l’ultimo giorno di mercato. L’attaccante bianconero si è raccontato in un’intervista al giornalista Gianluca Di Marzio (qui il video), intervenendo assieme a due altri bomber scesi in C, Pietro Iemmello e Ricardo Bocalon. Di seguito le sue dichiarazioni:

Robur – “Sono arrivato l’ultimo giorno, ma il direttore Cannella, che avevo avuto a Modena, mi aveva già cercato prima. Poi, come succede sempre durante il mercato, si è fatto tutto alla fine. Volevo giocare a tutti i costi e sono sceso di categoria”.

Siena – “Ho ritrovato vecchi compagni come Guberti e Paloschi. Con Terzi ci siamo dati tante botte quando giocavamo contro. È un bell’ambiente, Siena prima del fallimento è stata una grande piazza. Stiamo andando bene adesso, la società ha ambizioni e sono contento della scelta. Il mio obiettivo è fare più gol possibili e raggiungere i playoff col Siena. Siamo un’ottima squadra e possiamo farcela”.

Tatuaggi – “Ho smesso da qualche anno di farli, ormai non c’ho più spazio!”.

Serie A – “Un giocatore ha bisogno di fiducia e di opportunità. Io non le ho mai avute col Chievo. Ho fatto due presenze entrato negli ultimi minuti, mai da titolare”.

Le migliori annate – “Avellino è una piazza fantastica, dove si vive di calcio. Tempo fa uscì una notizia falsa, diceva che ero vicino a vestire la maglia dell’Avellino. Mi avranno scritto 3-400 tifosi su Instagram. Poi dico Ascoli e Modena, dove ho fatto la miglior stagione della carriera”.

Attaccante di Serie B – “C’è questa moda di etichettare i giocatori e poi te la porti dietro per anni. Per me è una cosa sbagliata ma va bene così”.

Quesito – “Se è meglio lottare per salvarsi in B o per vincere in C? Non faccio la terza serie da un po’ di tempo, l’ultima volta avevo 20 anni e c’erano ancora la C1 e la C2. Adesso, a 34 anni (ma me li sento molti meno), rispondo che preferisco fare una C da protagonista”. (Giuseppe Ingrosso)

Fonte: Fol