Antonio Ponte aspetta una risposta e poi lascerà gradualmente

"Ponte vendi" è l'appello lanciato, cantato e scritto negli ultimi giorni da molti tifosi bianconeri, soprattutto via Facebook. Un tamtam che ha fatto seguito alla plateale contestazione del Franchi al presidente della Robur, degli interventi ragionati e preoccupati sul web, della presa di posizione critica del Club Fedelissimi, ma anche del chiacchiericcio continuo nelle vie senesi. Una apprensione, quella dei tifosi a cui si aggiunge pure quella dell'amministrazione comunale (palesata al Corriere dall'assessore allo sport Leonardo Tafani), ma alimentata talvolta anche da notizie distorte o assolutamente prive di fondamento come il pericolo di un nuovo crack ("Posso confermare che la società non rischia nessun fallimento, basta con queste illazioni" ha detto ieri al Corriere di Siena, il patron italosvizzero).

In ogni modo dovremmo essere alle battute finali, entro le prossime due settimane il nuovo assetto societario verrà definitivo in ogni suo elemento con una novità di grandissimo rilievo che trova conferma da fonti molto vicine alla società ovvero l'inizio di un graduale percorso di uscita di Antonio Ponte. Il punto, però, è l'attesa dell'offerta e probabilmente lo striscione più adatto in questo momento e "Comprate" più che "Vendi".

L'ennesimo incontro interlocutorio, avvenuto sabato a Carrara tra Ponte, Michele Piscaglia dell'azienda Klimat, Tito Corsi e Sauro Catellani, è un dato importante di serietà e concretezza. Lo testimonia il fatto che nessuno si è voluto nascondere in qualche ufficio, farsi vedere in pubblico è sinonimo di impegno e compostezza. Il gruppo, a cui la società bianconera ha permesso già da tempo l'accesso alle carte, ha potuto studiare con attenzione tutti i numeri e le notizie necessarie per arrivare a prendere una decisione definitiva che ancora però non è pervenuta. Ed il punto sta proprio in questa pausa prolungata che inevitabilmente porta ad interrogativi e supposizioni. In ballo, tra l'altro, ci sono altri due gruppi interessati a diventare soci di Ponte e ad intraprendere la strada che porterebbe a rilevare da qui alla fine del 2016 il pacchetto azionario di maggioranza. Quindi c'è da sciogliere al più presto questo nodo, cioè se tra gli interessati pesa maggiormente il reale e serio interessamento al progetto futuro o il richiamo a tirare una corda già tesa per sfruttare l'occasione di entrare dalla porta principale sottopagando il dazio. Al massimo due settimane, non di più, per capire quale sarà il futuro della Robun Al momento la certezza ècheAntonio Ponte aspetta ura, risposta dai suoi interlocutori e che è disposto ad iniziare il cammino che gradualmente lo porterà a cedere la maggioranza del pacchetto azionario.

Nel frattempo anche il direttore generale Andrea Bozza è pronto a farsi da parte: "Sì lo confermo – ci ha detto telefonicamente ieri sera – sono a disposizione della società e del presidente Antonio Ponte in questo periodo di avvicinamento alla nuova fase organizzativa della Robur. Confermo anche di essere uscito dal Consiglio di amministrazione perché si era esaurita la mia funzione stabilita a suo tempo. Il mio lavoro a Siena aveva lo scopo di facilitare certi passaggi che ad oggi sono stati eseguiti, e che potranno considerarsi completati con l'operazione di consolidamento societario. Sono pronto a dare il mio apporto sino alla fine al presidente e alla Robur, a cui tengo tantissimo".

Bozza non si trova a Siena, non è direttamente coinvolto nelle trattative per il nuovo socio e tra l'altro il suo nome viene già associato ad altre, importanti società anche di serie B: "Vero, non sono direttamente coinvolto nelle trattative, sono cose che riguardano la proprietà, è normale che sia così, e da quello che vedo il Presidente sta facendo il possibile per assicurare un futuro solido al calcio in città. Seguo le vicende attraverso i giornali, i siti, le tv. Sul mio futuro per ora posso solo dire che a Ponte già da tempo avevo palesato le mie necessità professionali e personali. Ma la priorità in questo momento è quella di chiudere questa fase con la Robur con l'ingresso del nuovo socio, e poi vedremo".

Fonte: Corriere di Siena