Leggendo il libro “Metodo Conte” di Alessandro Alciato, mi sono imbattuto in un episodio che contribuisce a far capire, per chi ancora non l’avesse capito, chi è Antonio Conte, neo allenatore del Napoli.
Facciamo un passo indietro, alla stagione 2010-2011 quando Conte allenava il Siena. Primo giorno di ritiro a Dimaro e subito il temuto test detto yo-yo, una serie di corse tra due linee sistemate a 20 metri di distanza tra loro. Non tutti riescono a superarlo, Calaiò e Reginaldo, sono tra questi e subito vengono richiamati dal mister:
«Se non avete voglia di lavorare, vi togliete dal cazzo e andate a fare la doccia!»
Gelo tra i giocatori. Calaiò prova a controbattere:
«Io continuo finché ne ho, ma oltre a quello mister, non so andare. Il lavoro è pesante. È vero, ho staccato un paio di giorni, ma non sono una macchina».
«Devi ascoltare il dietologo.»
«Ma, mister…»
«E adesso corri, sempre che tu ci riesca.»
Reginaldo ha una reazione diversa che raffredderà il rapporto tra i due per tutto il periodo del ritiro.: «Come vuole mister. io vado a farmi la doccia.»
Ci sono voluti un po’ di giorni, ma poi tutto è rientrato e sia Reginaldo che Calaiò saranno tra i protagonisti di quella trionfale stagione.
“Con tutti i difetti che può avere – dice Calaiò – e ne ha, è di gran lunga l’allenatore più bravo che abbia avuto. Ti fa giocare bene a calcio, e questa è solo una parte del suo talento, perché allo stesso tempo ti porta al limite, per darti le giuste motivazioni. Mette la testa dentro il carrarmato e va dritto per la sua strada, travolgendo tutto e tutti. Io devo solo dirgli grazie, in quella stagione ho segnato la bellezza di 18 gol.” (NN)
Fonte: FOL
