Antonelli: «L’obiettivo? Il Siena in A»

Lo pensano e lo dicono in tanti che il Siena ha una squadra da Serie A. E se magari in Coppa Italia elimina il Bologna, come è successo dopo aver fatto fuori il Livorno, vuol dire che l'organico può davvero competere ai migliori livelli. Si lascia stuzzicare volentieri il direttore sportivo Stefano Antonelli.

Antonelli, dopo la magica serata al Dall'Ara vi sentite da promozione?
«Una serata così è di quelle da ricordare. Ci siamo presi una gran bella soddisfazione. Siamo partiti con due soli titolari, Dellafiore e Valiani che sabato contro il Pescara è squalificato. Avevamo in campo Scapuzzi che è del 1991, Crescenzi del,'92, Milos, Schiavone e Spinazzola del `93, Rosseti del `94».

La sentite come un'impresa?
«Questa è una di quelle partite speciali che ci fa sentire orgogliosi. Abbiamo affrontato il Bologna consapevoli dell'importanza, ma con l'occhio vigile aspettando il Pescara».

Pensa che la squadra possa inserirsi nella lotta per la Serie A?
«Questa squadra ha dei valori, ma ci sono anche una serie di situazioni condizionanti. Senza la penalizzazione e gli episodi discussi, compreso qualche arbitraggio, stavamo lì. Anche a Modena, per esempio, siamo stati danneggiati visto quel rigore. Alla nostra classifica mancano i 5 punti delle penalizzazioni e 4 persi sul campo con i rimpianti maggiori contro Cesena e Cittadella. Facciamo i conti con 21 punti restando concentrati per recuperare. Abbiamo gioito a Bologna per l'epilogo gratificante, però l'obiettivo è sempre il campionato».

Quanto vale la sfida col Pescara?
«È tanto importante, comunque non decisiva. Può rappresentare un segnale soprattutto per noi stessi. La B è lunghissima e bisogna avere la pazienza di prendere punti ovunque e contro chiunque. Accade che puoi vincere contro una squadra importante ma comunque non è uno spartiacque perché è troppo presto».

Cosa la fa stare più sereno e cosa invece la preoccupa?
«Abbiamo la consapevolezza che se molli un attimo vai incontro a brutte situazioni. La Serie B va interpretata partita per partita. Ogni volta bisogna starci con la testa».

La squadra quali margini ha di crescita?
«Abbiamo fatto ultimamente dei cambiamenti tattici, come in difesa. Assimilare i sistemi di lavoro è alla base. Bisogna capire che non c'è un attimo di tregua e vanno evitati certi errori come in occasione delle beffe di Novara e col Palermo. E' stato bravo Beretta a géstire la squadra e ad aggiustare il tiro per prendere meno gol. Oggi c'è un equilibrio più congeniale, siamo molto, più compatti e chiusi nella fase di non possesso. Possiamo migliorare ancora».

L'ambiente lo sentite vicino dopo lo scoramento e le preoccupazioni? .
«L'abbiamo sempre sentito vicino. Stiamo meglio sotto tutti gli aspetti. Le difficoltà ci sono e il modo migliore è rispondere sul campo. Non siamo completamente ristabiliti dal punto di vista economico e non è un segreto, ma andiamo avanti con fiducia».

Fonte: Corriere dello Sport – Stadio