ANTIVIOLENZA LE MODIFICHE DELLA CAMERA

Voto bipartisan in aula alla Camera sul decreto legge contro la violenza negli stadi. Si è astenuta solo la Rosa nel pugno. Il provvedimento, già approvato dal Senato il 7 marzo scorso, è stato modificato in commissione, e quindi dovrà tornare a Palazzo Madama per l’approvazione definitiva in tempo per la scadenza del 9 aprile. I voti a favore sono stati 426, 2 i contrari, 14 gli astenuti. «Un altro passo importante – commenta il ministro per le Politiche giovanili Giovanna Melandri – per garantire la sicurezza negli stadi, isolare i tifosi violenti e riportare le famiglie alle partite di calcio». Soddisfatto il relatore Pietro Folena, presidente della commissione Cultura della Camera. «Abbiamo lavorato a modifiche largamente condivise – sottolinea Folena – e siamo riusciti a trovare un comune denominatore tra maggioranza e opposizione su un tema molto sentito dall’opinione pubblica». Ecco le principali novità introdotte dal provvedimento.
Biglietti.
Divieto per le società di vendere direttamente o indirettamente biglietti in blocco alle società ospitate. Il singolo tifoso potrà acquistare al massimo 4 tagliandi.
Daspo.
Aumenta il Daspo, la diffida ad assistere a eventi sportivi. Il provvedimento sarà applicabile anche ai minorenni e andrà da 1 a 5 anni se firmato dal questore (prima il massimo era di 3 anni), da 2 a 8 anni se emesso dal giudice (il minimo era 3 mesi).
Flagranza differita.
La norma che prevede l’aumento fino a 48 ore della flagranza di reato viene prorogata al 30 giugno 2010.
Giovani allo stadio.
Con lo scopo di far tornale le famiglie allo stadio previsto che le società sportive rilascino biglietti gratuiti nominativi a minori di 14 anni accompagnati da un genitore o da un parente fino al quarto grado, nella misura di un giovane per ogni adulto. Questo per almeno la metà delle manifestazioni sportive previste nell’arco di un anno. L’adulto dovrà vigilare sul minore per tutta la durata dell’incontro.
Pubblico.
Tra le modifiche apportate al decreto, una è solo lessicale: non si parla più di partite a «porte chiuse», ma di incontri giocati «in assenza di pubblico».
Striscioni.
Riformulato l’articolo 2 bis che prevedeva un giro di vite sugli striscioni. Vietati quelli che incitano alla violenza o contengono insulti o minacce. La violazione del divieto è punita con arresto da 3 mesi a un anno.
Tifo violento.
Rispetto al testo originale diminuzione delle pene previste per chi provoca lesioni gravi o gravissime ad agenti in servizio durante manifestazioni sportive (erano state aumentate della metà, aumentano invece solo di un terzo, da 4 a 10 anni e da 8 a 16 anni).
fonte: il sole 24 ore