Anna Durio: “Robur: testa bassa e lavorare”

Calcio, ma non solo. In Siena-Viterbese la sfida è dura, i punti pesano. Valgono doppio. Chi si metterà la sciarpa al collo, però, non aiuterà solo la Robur: per celebrare la Festa della donna, la società ha deciso di devolvere il 10 per cento dell’incasso della partita alla Legatumori senese e all’Associazione Serena Onlus, Gruppo di aiuto alle donne operate al seno attivo all’interno dell’Aou. «Volevamo fare qualcosa di concreto» dice Anna Durio (nella foto). Donna, al timone della Robur. Siena-Viterbese: partita importantissima… «Sì, lo sarà per tanti motivi. Dal punto di vista sportivo sappiamo che vale tanto, ma dovremo affrontarla come tutte le altre: testa bassa e lavorare. E allontanando la pressione: ce l’ho io che sono a Civitavecchia, figuriamoci chi è a Siena. Dovremo far finta che la classifica non esista e scendere in campo per vincere, come sempre. E spero che ci sia tanta gente, anche perché maggiore sarà l’affluenza, maggiore sarà il regalo che potremo donare in beneficenza. Purtroppo il tumore al seno è quello che colpisce maggiormente le donne. Ne conosco tante che stanno combattendo. Ho anche perso un’amica giovanissima. Mi è sembrato giusto fare qualcosa di tangibile per loro». Contro l’Olbia lo stadio ha trascinato la squadra, domani sera i tifosi arriveranno in corteo: è questo lo spirito giusto, è d’accordo? «La città adesso ci è vicina, sento grande partecipazione. Il Franchi, nella gara contro i sardi, è stato straordinario. Ha incitato i ragazzi, da tutti i settori, in particolare dalla Curva, grandissima. E’ questo il Franchi che serve. Serve questo calore, serve l’appoggio di tutti. Nonostante le previsioni di inizio anno non fossero queste, ora siamo lì, siamo primi, dobbiamo andare avanti tutti insieme». Che cosa ha permesso al Siena di essere dov’è? «Il fattore C no di sicuro. L’impegno, il profilo basso tenuto fin dall’inizio, l’unità di intenti di tutte le componenti. Dirò pur sempre le stesse cose, ma è così. Io ci sono e non mi tiro indietro. Ho affrontato dure battaglie per essere qua: non mi spaventa fare bene prima del previsto». E allora, lo vogliamo dire, adesso, qual è l’obiettivo della Robur? «No. Mancano ancora dieci partite alla fine. Dobbiamo continuare a lavorare, cercando di fare del nostro meglio. Poi vedremo dove saremo arrivati. Se però prima era impensabile, ora è pensabile». (Angela Gorellini

Fonte: Fol