ANDREA, UN TRENTINO CHE AMA LA ROBUR

La storia di Andrea Zaniboni è molto simile a quella che abbiamo già tante volte sentito e scritto. E che, come le altre, fa piacere: il fatto che la Robur sia amata e seguita anche oltre le mura della città, è sempre motivo di orgoglio e soddisfazione. Per i tifosi, certo, ma anche per la squadra e per la società: Andrea si è innamorato del Siena proprio per la “lealtà sportiva che l’ha da sempre contraddistinto”, “per i programmi societari”, per la “forza mostrata nel raggiungere in campo i suoi obiettivi”. “Ho iniziato a seguire il Siena l’ultimo anno di serie B – ha spiegato il ragazzo al termine dell’amichevole di ieri –, la promozione è stata una gioia. Sono di Trento e non è facile poter assistere a tutte le partite. Ma quando posso vengo giù in Toscana: sono stato anche due volte a Colle, per seguire gli allenamenti”. Per raggiungere il ritiro a Dimaro si è infilato la casacca della Robur, quella rossa, e lo zaino con dentro una maglia e un piccolo pallone da far autografare. Ha preso il treno, da solo, ha raggiunto Malè. Ha noleggiato una bici e si è fatto dieci chilometri sui pedali. “Ma non potevo perdere l’occasione, per me è un’emozione grande poter conoscere tutti i bianconeri” spiega. Uno su tutti, però. “Daniele Portanova è il mio mito – ha detto a botta sicura –, ho qui in mano la sua maglia. Non vedo l’ora di incontrarlo”. Il sogno si è realizzato all’uscita dagli spogliatoi: Daniele lo ha salutato, ha firmato il firmabile, ha posato con lui per una foto e ci ha parlato un po’. Il Siena lo ha invitato in hotel. I tifosi bianconeri presenti gli hanno chiesto il numero di telefono per tenersi in contatto e averlo a Siena il prima possibile (“Mi ci trasferirei anche subito” ha ammesso Andrea). C’è da scommetterci, lo rivedremo presto… (Angela Gorellini)

Fonte: Fedelissimo on line