Andrea Sordi sulla nuova vicenda del Calcioscommesse

Quello che sto scrivendo non è un elzeviro o una sottolineatura o un contrappunto, è la formale manifestazione di un disgusto totale verso questo capo troiaio del c.d. Calcio Scommesse.

A troppi mascalzoni si consente il diritto di parola, nessuno spazio, invece, a quello di difesa delle persone per bene.  Si perché, è bene ricordarlo, nel giudizio della FGIC il chiamato deve dimostrare la propria innocenza di fronte a qualsiasi illazione cui si ritiene di dare peso. Nel rito ordinario, di contro, sarebbe il P.M. che dovrebbe dimostrare la colpa, ma, è ormai di tutta evidenza, che la magistratura italiana, facendo propri i principi cari all’inquisizione del Cardinal Bellarmino da Montepulciano, ha invertito l’onere della prova, imponendo all’accusato la dimostrazione della propria innocenza. La conseguenza sono le carceri piene di cristi in attesa di giudizio e sentenze che rare volte accolgono i teoremi accusatori dei P.M. Si, ma passano gli anni ed il danno per gli inquisiti non è riparato da nessuno! Il denaro elargito a titolo di indennizzo non basta a tacitare il danno ingiusto!

Bene fanno i Fedelissimi a valutare la possibilità di agire contro tali farabutti.

Può essere un modo per richiamare all’ordine tutti quelli che si sono sciacquati la bocca con il Siena, i suoi dirigenti ed i suoi tesserati.

Quante volte sputtanati da inquisitori in cerca di gloria e da giornalisti (.. si fa per dire!) alla ricerca dello scoop, quante altre e tante volte le accuse si sono dissolte come nebbia al sole! Però nessuno ha mai trovato il modo ed il tempo di chiedere scusa.

 

Andrea Sordi