Andiamo avanti, possiamo rialzarci

Chiuso il capitolo Coppa Italia, anche se piuttosto malamente, la Robur si rituffa nel campionato. Lo farà incontrando il Renate, quasi la squadra rivelazione del torneo, e sarà l’ennesima partita difficile da cui uscire, però, con qualcosa di concreto. Ormai dobbiamo, che si voglia o no,che ci piaccia o meno, agli alti e bassi di una squadra che vorrebbe fare il salto di qualità ma non ci riesce mai. È ovvio che questa situazione crea sconcerto tra i tifosi, divisi tra quelli che cercano di capire le difficoltà con cui è nata quest’annata e quelli che vorrebbero comune la Robur ai vertici, memori  del sempre recente periodo d’oro. Lo abbiamo ripetuto all’infinito: Roma non fu costruita in un sol giorno. Tornare ai massimi livelli del calcio italiano,come abbiamo fatto pochi anni fa, è cosa da perseguire con ogni mezzo, ma non è facile come dirlo. Questo dobbiamo capirlo e non possiamo di certo accusare una dirigenza arrivata, tra mille bastoni tra le ruote non ancora finiti, solo qualche mese fa. Ricordando il tempo che fu vivacchiare in Lega Pro non è certo il massimo, e speriamo di uscirne al più presto, ma anche noi tifosi dobbiamo avere un pizzico in più se non di fiducia, almeno di speranza.

Il compianto De Luca ci insegnò a sognare e oggi dobbiamo tornare a farlo, ricordando anche quanto alto fu lo sconcerto della maggioranza dei tifosi quando lo stesso presidentissimo esternava il suo pensiero. Ricordiamo l passato,quindi, ma cerchiamo di andare avanti. Poco tempo fa eravamo spariti dal calcio, poi ci siamo rialzati ora vogliamo crescere e possiamo farlo. Intanto ci godiamo il fatto di essere tornati a parlare (finalmente!) di tattiche, di giocatori bravi e meno bravi, di avversari etc. è già un passo avanti. Riguardo all’attuale situazione tecnica, per esempio, ci lasciano dubbiosi, a volte parecchio, le scelte tattiche di Colella, che ci pare non sia riuscito ancora a far quadrare il cerchio. Non abbiamo una rosa paragonabile all’Allessandria, per esempi, ma pensiamo che possa fare qualcosa di più,per questo ci auguriamo che Colella, se ha ancora la fiducia della società, riesca a caprie i propri errori. L’innesto di una difensore, come accaduto a Teramo, quando c’è da recuperare, altro esempio, ha poche spiegazioni plausibili.

Concludendo, quindi, invitiamo chi vuol bene al Siena, di continuare a seguirlo, di criticare,m stimolare, polemizzare, ma senza farsi prendere dallo scoramento dell’apaticità, dell’indifferenza. I veri tifosi si vedono così.

Antonio Gigli

Fonte; Fol