Altro che amichevole Scontri in Varese-Catania 5 feriti e 50 identificati

Varese-Catania era solo un’amichevole di agosto che, per di più, si candidava a essere una festa. Per il ritorno all’ Ossola dell’amatissimo ex Rolando Maran, che, due stagioni fa, sulla panchina del Varese, aveva sfiorato la promozione in A, persa solo nella finale playoff con la Sampdoria. E poi era la sera in cui i biancorossi debuttavano a Masnago: c’era attesa per la presentazione della squadra di Sottili, con tanto di passerella davanti ai bambini della scuola calcio. 

La rissa Il clima disteso è stato spazzato via due ore prima del fischio d’inizio, quando è scoppiata una rissa fra gli ultrà delle due tifoserie. Verso le 18.30, un pulmino bianco con circa venti catanesi a bordo, è arrivato nel parcheggio riservato agli ospiti, che si trova proprio davanti all’Ossola, dove c’erano oltre trenta esagitati. Il tafferuglio è scoppiato insieme con due bombe carta ed è proseguito con armi improvvisate: alcuni cartelli stradali sono stati strappati e usati negli scontri. Solo l’arrivo delle forze dell’ordine (carabinieri e polizia insieme) ha messo fine alla rissa: gli ultrà di casa sono stati inseguiti e fermati mentre quelli del Catania sono stati caricati sul loro pulmino, scortati in questura e perquisiti: sarebbe stato trovato anche qualche grammo di coca e della marijuana. Tre siciliani sono rimasti a terra e sono stati portati all’ospedale, dove solo uno di loro, colpito alla testa ma in modo non grave, è stato medicato con qualche punto ed è rimasto in osservazione. Il bilancio delle forze dell’ordine parla comunque di 5 feriti e di almeno 50 identificati: per alcuni di loro scatteranno Daspo e denunce. 

I fatti Secondo le prime ricostruzioni, lo scontro sarebbe stato premeditato dagli ultrà del Varese che avrebbero voluto vendicarsi per uno sgarro risalente alla gara di Coppa Italia del 27 ottobre 2010, quando avevano ricevuto il divieto di esporre uno striscione allo stadio Massimino.

Fonte: La Gazzetta dello Sport