Ai Rinnovati si alza il sipario sulla stagione della Robur

Le maglie di nuovo a strisce, il sorriso dei volti nuovi e l’amarezza di chi è con la valigia in mano, le frasi ad effetto, i cori che ogni tanto vengono lanciati dal fondo della platea (il primo, “Forza Siena alè, Siena alè Siena alè Siena alè”, arriva dopo una manciata di minuti). A prescindere dalla location, e dalle discussioni ad essa legate, la presentazione della Robur è sempre un momento toccante. Fa il pieno di entusiasmo, spazza via la sonnolenza estiva e avvisa la mente: sveglia, che c’è un campionato da affrontare. E allora che si alzi il sipario (del Teatro dei Rinnovati, e della stagione sportiva).

Entrano le voci della serata, Giacomo Muzzi e Valentina Tomei, e il pubblico in sala attende. Aspetta, ovviamente, la prima maglia che li accompagnerà per tutta la stagione. Arriva Valentina Fambrini, che guiderà la squadra rosa in quello che definisce “un momento storico, ho sempre sognato da piccola un Siena femminile”. Poi tocca ad Angela Acciavatti, fondatrice del nuovo main sponsor NeoMedica. “Puntiamo molto sui giovani, sulla prevenzione e sulla salute, Siena e la Robur sono nel mio cuore”, dice lei mentre passa la terza maglia blu royal ad Alessandro Confente. La seconda casacca, bianca con rifiniture nere, viene consegnata a Lorenzo Ferrari da Giovanna Poma, a nome dell’altro sponsor di maglia, Estra. Arriva la divisa rossa, indossata dal terzo portiere Tommaso Petrucci, classe 2002, con un intervento del comandante della Compagnia Carabinieri di Siena Alberto Pinto.

Poi, il momento più atteso. Entra Dario D’Ambrosio con la prima maglia, a linee verticali bianche e nere. “Questa divisa ha visto alti palcoscenico, quando scendiamo in campo va rispettata e dobbiamo sudarla”, spiega il capitano. Arrivano De Santis, Buschiazzo (consegna la maglia l’ad di NeoMedica Ayub Isa), Migliorelli, Oukhadda, Setola, Varga e Romagnoli (applauditissimo, ma gioca in casa), salutato dal rettore del Magistrato delle Contrade Claudio Rossi.

Si passa ai centrocampisti, e si comincia col botto. Ecco Bentivoglio: “sono qui con grande entusiasmo, il Siena ha fatto due grandi campionati ma non è riuscita nel sogno, speriamo di coronarlo quest’anno. Già da domenica vogliamo dare un segnale e partire forte”. Su palco anche il vice questore Francesco Barba. Poi arrivano Andreoli, Arrigoni (gli consegna la maglia il vice prefetto Immacolata Amalfitano), Damian, Gladestony Da Silva (accompagnato dall’assessore allo sport Silvia Buzzichelli), Gerli e Serrotti. Benedetta Piccini, direttrice marketing di Tenute Piccini, affida la maglietta a Vassallo.

I decibel si alzano con l’arrivo di Guberti, accolto dal coro “il fenomeno, il fenomeno, il fenomeno”. “È il mio terzo anno, sono uno dei vecchietti – spiega il n. 6 – finalmente inizia il campionato, partiamo nel migliore dei modi. Serve più impegno rispetto all’anno scorso, quando potevamo fare di meglio”. Arriva Campagnacci, che avrebbe una grandissima voglia di riscatto, poi Cesarini illumina il teatro e fa ben sperare, visto che segnò proprio contro l’Olbia, l’avversaria di domenica. Entrano D’Auria, Guidone, Ortolini (che parte molto indietro nelle gerarchie ma ha la n. 9 di Gliozzi) e Polidori: “società seria, non è stato difficile scegliere Siena. Spero di conquistare i tifosi con i gol”, sottolinea l'attaccante viterbese.

Lo spettacolo continua con lo staff tecnico: Lamma, Belmonte, Tosti, Coralli (“bisogna essere una squadra pazza e folle, carica Robur!”), Benelli, Pierangioli e Dal Canto, salutato da applausi scroscianti e un'ironico “Arezzo, Arezzo vaff…”. “So di essere in una piazza di grande tradizione prima e grande ambizione ora – esordisce il mister – e proprio per questo mi piacerebbe che tutto l’ambiente non venisse sopraffatto dal senso del dovuto, che nello sport non porta a nessun risultato. Qualche anno fa qui c’era il Milan o la Juve, adesso arriva l’Olbia. Siamo in C, non in A, la pagnotta ce la dobbiamo guadagnare”.

Tocca allo staff medico, con una citazione a Ezio Targi, il massaggiatore, che festeggia le nozze d’argento, 25 anni di matrimonio con la Robur. E poi la dirigenza: Trani, De Rensis, Vaira, Guerri e Anna Durio per i saluti finali, accompagnati dall’ovazione del pubblico. “Grazie a tutti i tifosi, a chi ci guarda in Tv, al Comune che ci ha permesso di esser qua. E’ tutto molto emozionante. Più Robur per tutti!”. Chiusura con la Verbena, che risuona in teatro e "accompagna" i presenti all'entrone. Ma ora tutti allo stadio, perché c’è un campionato da vivere. (Giuseppe Ingrosso)

Fonte: FOL