Addio Tessera del Tifoso, arriva la Fidelity Card

È finita l’epoca della Tessera del Tifoso. Dopo due anni di vita, la tanto discussa e chiacchierata tessera (oltre un milione le card rilasciate) promossa dall’allora Ministro dell’Interno Maroni se ne va in pensione. Ministero dell’Interno e Federcalcio hanno annunciato insieme la novità, che prevede meno controlli e più responsabilità da parte dei tifosi e dei club. Al suo posto arriverà la Fidelity Card, definita dal vicepresidente operativo dell’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive Roberto Massucci, “un’evoluzione della tessera stessa e che diventerà un vero e proprio strumento di fidelizzazione grazie al quale i tifosi potranno avere agevolazioni e prelazioni nell’acquisto dei biglietti, oltre ad altri servizi”. La card sarà rilasciata solo dopo aver verificato che non ci siano motivi che ne impediscono la consegna. Tantissime le reazioni, da chi esulta a chi polemizza. Tra i primi troviamo quei tifosi che potranno tornare a seguire la propria squadra in trasferta, potendosi servire di un amico fidelizzato che garantisce per loro, e fare l’abbonamento (sullo stile della Roma con il mini carnet). Una vittoria per tutti quei tifosi che durante questi due anni hanno lottato per il no alla tessera e che vedono vinta la loro battaglia. Tra chi invece prende le distanze dalla Fidelity card c’è Roberto Maroni, ex Ministro degli interni e creatore della Tessera del Tifoso che attacca con dure parole : “Non hanno vinto soltanto le tifoserie violente ma anche quei club come la Roma, di cui il ministro Cancellieri è tifosissima, che non avevano mai accettato queste regole. E, invece, hanno perso i tifosi veri con la t maiuscola che vanno allo stadio per vedere la partita e non per menare le mani. La tessera ha dato grandi risultati nelle lotta alla violenza da stadio, ma qualcuno ha deciso di abrogarla. La Federcalcio annuncia che ci saranno meno controlli. Ma come? Meno controlli per contrastare i violenti?». La decisione è presa e per capire chi avrà ragione l’unico giudice sarà il tempo. La speranza è che questa scelta sia un modo valido per ripopolare stadi troppo spesso lasciati vuoti ma sempre nel rispetto delle regole e dello spettacolo. Perché allo stadio possono andare i tifosi, quelli veri e che vanno a sostenere la propria squadra con la voce e con il cuore. (Luca Casamonti) 

Fonte: Fedelissimo online