Abodi accoglie le proteste: “Siena duro, ma corretto Già parlato con gli arbitri”

Dopo il danno la beffa. Non bastava infatti il clamoroso errore dell'arbitro Davide Ghersini di Genova che di fatto, sabato scorso, ha permesso al Cittadella di pareggiare in pieno recupero. Ieri si è perfino abbattuto su Siena l'uragano delle ammende. Il giudice sportivo Emilio Battaglia ha sanzionato pesantemente la società bianconera per l'assedio all a terna arbitrale da parte dei tifosi della Robur subito dopo la partita, inoltre ha multato capitan Vergassola e D'Agostino per le proteste al rientro negli spogliatoi. Una indigestione di rabbia, insomma, che non riesce ad archiviare l'epilogo amaro della sfida con i veneti di mister Foscarini e non permette di concentrarsi totalmente sull'imminente e delicatissima sfida alla capolista Lanciano. Fuori dal campo la situazione non cambia, la protesta formale e imbestialita della società bianconera non è passata inosservata tanto che le rimostranze manifestate alla Lega di serie B hanno trovato nel presidente Andrea Abodi un interlocutore attento che ha ascoltato le ragioni dei dirigenti senesi: "Non entro nel merito, dico però che la protesta dell'Ac Siena è stata sì dura, ma civile e corretta sia nel linguaggio sia nel rispetto dei canali istituzionali portando avanti in modo deciso le proprie ragioni. E la Lega di serie B ha raccolto queste rimostranze".

Presidente Abodi, in che modo le ha accolte?
"II Siena si è mosso nel modo giusto. Il calcio è una grande famiglia, ma ci sono varie componenti federali e gli arbitri sono una di queste con la Can di serie B. I dirigenti bianconeri si sono rivolti a noi seguendo la strada corretta, senza prevaricazioni o sostituendo i ruoli. In un clima di dialogo franco e corretto, la Lega ha quindi portato alla Commissione arbitri nazionale di serie B tutte le perplessità, lo sfogo e le motivazioni che il Siena ci ha fatto presente".

Qual è la situazione e quale è il suo pensiero in merito a queste vicende che hanno visto i bianconeri già penalizzati?
"Penso che in un campionato come quello della serie B gli errori possono fare la differenza e questo vale sia per il Siena sia per altre squadre che si sono sentite penalizzate. Il nostro auspicio è quello di crescere e migliorare domenica dopo domenica. Per questo abbiamo voluto convintamente un rapporto più stretto società-arbitri con gli incontri a Coverciano e poi quelli individuali nelle sedi delle squadre (a Siena il rendez-vous è stato con l'arbitro Leonardo Baracani proprio pochi giorni prima della sfida con il Cittadella, ndr). Devo essere onesto, se dopo questi incontri una società, in questo caso il Siena, assiste ad uno `spettacolo' come quello di sabato, le perplessità e la rabbia hanno un giusto fondamento".

Se lo sfogo del Siena è sacrosanto, cosa c'è che non va?
"Fondamentale è trovare l'uniformità del giudizio, mantenere nei 90 minuti lo stesso metro di valutazione. Vede, se questo cambia addirittura in pochi secondi (il riferimento è proprio a sabato, ndi ), si capisce l'amarezza del Siena o delle altre squadre penalizzate. Escludo categoricamente, però, che dietro agli errori degli arbitri ci possa essere altro. Dovremo tutti impegnarci a migliorare, direttori di gara in primis, ma la categoria sa bene che ci sono organi preposti che ogni settimana analizzano e giudicano le conduzioni di gara. In pochi, invece, sono a conoscenza che alla fine del campionato viene stilata una classifica e gli ultimi smettono di fare i direttori di gara".

I tifosi bianconeri stanno ancora manifestando la propria delusione. Vuoi dire qualcosa?
"Dico che la società del Siena sta facendo rispettare le proprie ragioni in modo energico, ma corretto e la Lega vuole tutelare i tifosi attraverso il proprio lavoro. Ho già parlato con i vertici dell'Associazione arbitri a cui ho portato le rimostranze della società bianconera. I sostenitori del Siena abbiano fiducia nei loro dirigenti che si fanno sentire quasi quotidianamente, anche con un linguaggio deciso".

Forse è giunta l'ora della moviola in campo?
"Personalmente sono contrario, il calcio non può diventare un videogame. E' comunque una scelta del sistema mondiale, ma l'invadenza della tecnologia taglierebbe radici profonde. Stiamo vivendo un campionato equilibrato, anche stavolta con molte sorprese. La strada è ancora lunga, in pochi punti ci sono tante squadre. La differenza la faranno i tifosi sugli spalti. Sei tifosi torneranno in massa negli stadi daranno una spinta decisiva alla propria squadra”.

Fonte: Corriere di Siena