ABDEL KADER GHEZZAL A CALCIOPRESS

A Crotone era stato ribattezzato dai compagni “Lecca-Lecca” per il suo nome in apparenza impronunciabile; un ragazzo ricco di spirito, di allegria contagiosa, ma umile e professionale come pochi. Ecco cosa è cambiato da quando Abdel Kader Ghezzal ha lasciato la Lega Pro, categoria decisiva per la sua carriera, per iniziare a segnare nel campionato dei desideri: la massima categoria del Calcio Italiano, la nobile Serie A.
Hai raggiunto il sogno che ogni calciatore nutre fin da quando sceglie questa professione. Spiegaci l’emozione di giocare e segnare nella stessa categoria di Kakà e Ronaldinho, di Del Piero e Ibrahimovic.
“Fantastico, devo dire che non c’è solo l’emozione, devo anche ammettere che è una grande soddisfazione personale, è una felicità unica, immensa”.

Quale calciatore ti ha impressionato di più finora e chi maggiormente nel Siena?
“Su tutte le partite che abbiamo disputato credo che Gennaro GATTUSO sia quello che mi ha colpito di più, è davvero un alieno. Nel Siena invece, fin da quando sono in ritiro ho ammirato le giocate di Houssine KHARJA”.

A Crotone avevi pagelle dai volti altissimi e giudizi altisonanti. Le cose non sono cambiate a Siena dove magari non sarai più “Lecca-Lecca”, ma già hanno ammirato le tue Ghezzate contro il Cagliari ed il Bologna.
“Credetemi esordire e segnare dopo un quarto d’ora più che una Ghezzata è veramente un sogno paradisiaco. Non riesco proprio a spiegare quello che ho provato e che sento quando scendo in campo e mi ritrovo nell’olimpo del calcio”.

Sinceramente: cosa c’è davvero di diverso fra la Lega Pro e la Serie A ed è davvero così difficile giocarci?
“È realmente un altro pianeta, sul piano tecnico se concedi minimamente il fianco all’avversario o fai un errore difensivo, subisci una rete quasi certamente, ma anche i ritmi di gioco sono elevatissimi e tutto ciò ti porta ad avere un livello di concentrazione nettamente più alto”.

Quest’anno stiamo ammirando una tua notevole esplosione tecnica. Ad esempio ora sei temibilissimo anche di testa.  Te ne sei accorto? A cosa devi i miglioramenti?
“È vero, è vero, mi sento migliorato. Devo dire che è tutta una serie di circostanze che ti portano a crescere, proprio da un punto di vista tattico e non solo tecnico. Il merito è del gruppo, dell’allenatore, di una serie di cose che ti spingono quasi a dover dare sempre di più giorno per giorno e probabilmente avrò ancora tanta strada da fare per crescere ancora”.

Cosa cambia quando si smette di essere titolare inamovibile e si fa parte di una rosa piena di grandi talenti, anche concorrenti per il ruolo, come Frick, Maccarone, Forestieri, Calaiò?
“È proprio un cambio di prospettiva: avere affianco i giocatori che mi hai citato, non solo ti migliora come ti ho detto prima, ma cosa fondamentale, ti forgia anche il carattere, ti porta a dare tutto negli allenamenti ed a giocare al massimo anche se per una manciata di minuti, insomma diventa tutto più importante, ti eleva e ti fa crescere interiormente”.

Il Crotone ha scelto, ha accudito, ha fatto maturare ed ha portato nella massima serie, oltre a Ghezzal, un sacco di talenti ora sulla bocca di tutti gli addetti ai lavori. Lo sai che fra le tante squadre di Lega Pro che soffrono economicamente, c’è anche la tua ex-squadra che potrebbe addirittura rischiare di scomparire dal calcio nazionale?
“Secondo me dovrebbero tutti fermarsi a riflettere e capire che, senza le categorie inferiori e soprattutto senza la crescita caratteriale e motivazionale che queste assicurano ai calciatori, il sistema calcistico italiano potrebbe entrare davvero in crisi, specie perché poi si finirebbe solo con il pagare a peso d’oro talenti che potrebbero, invece, essere scoperti e coltivati. Ho tanti avversari in Serie A, che hanno militato e sono cresciuti proprio nelle fila del Crotone, una squadra che ha lanciato davvero tantissimi calciatori. La Lega Pro è un patrimonio inestimabile ed io ne sono convinto testimone, perché ho giocato con diverse squadre che mi hanno aiutato ad essere quello che sono ora e sono grato a tutte le Società con le quali ho militato. La situazione attuale della Lega Pro ed in particolare del Crotone mi ferisce, non lo meritano”.

Qual’è il ricordo più bello e quale goal ti ha emozionato di più?
“La rete contro la Salernitana è indelebile e la porterò con gioia nel mio cuore, perché quella è stata una partita di alto livello, combattuta, difficile.
Poi non dimentico che l’abbiamo giocata di sera e siamo andati sul satellite che ha permesso la visione a tutta la mia famiglia residente in Francia. Insomma è stato tutto perfetto, forse potevamo addirittura vincere”.

Anche se hai militato “solo” due stagioni tra le fila del Crotone, i tuoi ex -tifosi ti adorano per la simpatia, l’umiltà e la caparbietà che hai avuto con la maglia RossoBlù e quando segni, si emozionano come se fossi ancora allo Scida. Cosa vuoi dire loro?
“Che il Crotone merita la Serie B e che sono terribilmente dispiaciuto perché l’anno scorso volevamo regalar loro la soddisfazione che desideravano, ma non siamo riusciti ad andare fino in fondo. Dico loro che li stimo tantissimo e che sono e sarò legato alla città di Pitagora per il resto della mia carriera.  La gente di Crotone mi ha conosciuto come sono veramente, mi ha apprezzato e mi ha voluto bene e queste sono cose che non si possono dimenticare. Ora sono BiancoNero, ma quando vedo il RossoBlù in cima alla classifica sono felicissimo, faccio il tifo per loro, non vedo l’ora che si risolvino i problemi di cui si parla in questi giorni e che il Crotone salga nella categoria che più gli compete”.

Sei rimasto un caro amico della Società RossoBlù, di tanti calciatori che sono stati confermati nella rosa di quest’anno e che sono felici per te, ti seguono e ti vogliono bene. Ti lascio lo spazio per salutarli e dirgli quello che desideri col cuore.
“Permettimi di salutare la Società ed i miei ex-compagni e di ringraziarli uno ad uno, perché se oggi mi diverto in Serie A, il merito è anche di chi, l’anno scorso, ha permesso di mettermi in evidenza e con loro voglio condividere il mio sogno, augurandogli di avere la fortuna di realizzarlo come ho fatto io.
Li abbraccio tutti con vero affetto”.

Grazie per la solita simpatia e disponibilità che sono state sempre da Serie A e in bocca al lupo per i prossimi incontri !
“Crepi il lupo! Un saluto a tutti i lettori di Calciopress!”

Non ci resta altro da fare che ringraziare Maria Cecilia Tarabochia e l’ufficio stampa dell’AC Siena per la cordiale collaborazione. (Andrea De Marco)

Fonte:  www.calciopress.net