A distanza di sette giorni, mi ripeto: che senso ha andare avanti così?

L’ho scritto il 18 u.s. e oggi, a distanza di pochi giorni e una situazione nettamente peggiorata, lo ribadisco. Domani, per ora, non si disputeranno 38 partite sulle 83 previste dal calendario, una percentuale preoccupante che nel nostro girone, con sei partite rinviate su nove, supera il 50%.

Davanti a questi numeri, la prima domanda che mi pongo è se ha un senso andare avanti, continuare nell’incertezza e nella paura, tra rinvii e rinvii dei recuperi, con decine di partite da recuperare che già al punto in cui siamo falseranno il campionato. Nessuno fa niente, si aspetta inermi la comunicazione di un rinvio, senza cambiare una virgola ai tanti comunicati che si susseguono in continuazione, indicando le linee di comportamento.

Pur di portare avanti il campionato, le certezze hanno lasciato il posto al fatalismo, perfetto atteggiamento in un mondo surreale come quello in cui stiamo vivendo. Il calcio è dei tifosi e per i tifosi, ma questo non è più calcio. L’ho scritto e lo ripeto:  forse è arrivato il momento di prendere in considerazione la possibilità di fermarsi per qualche settimana, nella speranza che la morsa del corona si allenti e magari riprendere quando  – e se -, tutto sarà più gestibile. Ci vuole intelligenza, coraggio, coscienza e lungimiranza….anche in piccole dosi. (Nicnat)