A difesa del sogno

La classifica esaltante quanto inaspettata visto il gap che ci divideva dal Livorno, porta un piacevole vento di euforia su tutto l’ambiente bianconero.

Squadra, società, staff e tifosi ci pensano. Non lo dicono, ma ci pensano. Bello, bellissimo, ma il difficile arriva proprio ora. In dieci partite, quelle che rimangono, la Robur sarà chiamata a scrivere il proprio futuro e lo dovrà fare con le stesse armi che l’hanno portata al vertice: lavoro, determinazione, sacrificio e convinzione.

Facilmente intuibile la pressione psicologica che si è abbattuta sulla squadra – un conto è inseguire e un altro precedere – e diventa quanto mai importante che ognuna delle componenti del mondo Robur, si prenda sulle spalle una parte della tensione.

Se siamo arrivati a questo punto, è evidente come una compartecipazione al risultato abbia già visto l’impegno di tutti, dalla società allo staff, dalla squadra ai tifosi, ma ora dobbiamo fare un ulteriore passo in avanti ed essere bravi a trasformare una partecipazione, pur importante e attiva, in una forte sinergia. In altre parole chiunque dovrà affrontare la Robur dovrà avere la sensazione di avere davanti un’intera città, un muro invalicabile su cui spiccano le facce dei giocatori, degli allenatori, della società e dei tifosi. Far capire ancora di più ai nostri ragazzi che siamo con loro, comunque e ovunque, potrebbe essere l’arma vincente per questo rush finale in cui, non dimentichiamolo, avremo tutti contro.

Lo merita la società che si è impegnata per arrivare al punto in cui siamo, lo meritano Mignani e tutta la squadra che fin dall’inizio hanno duramente lavorato senza tanti proclami, lo meritano i tifosi che non hanno mai mollato e che rivendicano il proprio orgoglio di appartenenza. (nicnat)

Fonte: FOL