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Rassegna Stampa

28/02/18 17:05 | Yanik Frick: “La Robur? Squadra fortissima”

Non fa sconti alla Robur, anche se in maglia bianconera ha tirato i primi calci a un pallone. Papà Mario era impegnato a stendere la Roma, mentre lui si dilettava nelle giovanili: Yanik Frick, poche parole, contate, ma sincere, del papà vuole seguire le orme e dice pure di somigliargli. Intanto ha già conquistato la nazionale del Liechtenstein, dove il genitore detiene il record di gol e di presenze. Ma il presente, dopo l’esperienza perugina, si chiama Pro Piacenza e sabato la sua squadra ha bisogno di punti. Mentre il Siena ha tutta la voglia di tornare grande come era ai tempi di Mario Frick.

Il passato busserà alla sua porta: che gara si aspetta sabato? 
«Per noi sarà una sfida complicata, contro una squadra che sta dimostrando tutta la sua forza. Dovremo stare attentissimi e pensare a fare la nostra partita, cercando di uscire indenni dal confronto». 

Domenica avete ‘riposato’ causa neve... 
«Non fa differenza, siamo pronti». 

Chi teme di più della Robur? 
«In bianconero militano tanti giocatori fortissimi che possono fare la differenza in ogni momento. Cito, su tutti, Stefano Guberti. E attenzione anche a Dossena: lo conosco bene, eravamo insieme a Perugia. E’ un difensore di grandi qualità». 

Che ricordi ha di Siena? 
«Bellissimi. Ho iniziato lì a giocare a calcio e la città è stupenda; mi è anche capitato spesso di tornare. Da Perugia era un attimo. Una volta sono rimasto un paio di giorni con mamma e papà…». 

Mario, appunto: vi capita di ripercorrere i suoi anni in bianconero? 
«Parliamo spesso della sua carriera: della Robur ha ottimi ricordi, come della Ternana. I gol che ha più a cuore sono quelli segnati alla Roma, due volte, e al Napoli. Sa che Siena non lo ha mai dimenticato». 

La segue suo padre nella carriera che ha intrapreso? 
«Quando può, non ha molto tempo libero. Adesso allena l’Under 19 del Liechtenstein, un bell’impegno». 

La ‘sua’ nazionale invece? 
«Ho collezionato 6 presenze, ho anche giocato contro l’Italia… So che per voi è stata una tragedia sportiva la mancata qualificazione al Mondiale… Ma se una squadra non vince…». 

Assomiglia a suo papà Mario? 
«Penso di sì, la qualità che ci accomuna più di ogni altra credo sia la velocità. E’ stato lui che mi ha trasmesso la passione per il calcio, che mi ha sempre consigliato per il meglio.Essendo stato anche mio allenatore mi ha insegnato a fare gol… Ve lo saluterò». (Angela Gorellini)

Fonte: La Nazione