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12/09/19 00:02 | Vaira: “Le difficoltà le avevamo messe in preventivo. Campagnacci dentro al progetto, solo gli stolti non cambiano idea”

Davide Vaira, direttore sportivo della Robur, è stato ospite di Aspettando Roburopoli, su Siena Tv. Queste le sue dichiarazioni:

La situazione – “In un momento in cui le cose non vanno bene è giusto che sia qui a spiegare le dinamiche. La squadra è nuova, l’allenatore è nuovo, diverso da Mignani e con concetti diversi. Abbiamo cominciato un percorso da due mesi. Una squadra cresce col tempo, non sono figurine che mettiamo insieme e vanno subito d’accordo. È un processo che necessita anche di periodi di difficoltà, l’avevo messo in preventivo. È chiaro, nessuno di noi è contento di aver perso tutte le partite in casa”.

Rivoluzioni – “Non è vero che tutte le estati rifondiamo. Abbiamo uno zoccolo duro, una base di 7-8 giocatori che voglio che trasmetti la mentalità della società”.

Gol subiti – “Prendiamo due gol a partita, ma se li analizziamo non sono stati presi per errori di reparto. Sono errori episodici, personali. Con l’Olbia fa gol Ogunseye, l’errore è di non marcare un giocatore di 1,96 metri. Ma nel calcio ci stanno gli errori. Domenica Caccavallo segna su un rimpallo che perdiamo a centrocampo e fa un bel gol. Sono stato a Pontedera, Caccavallo ha avuto tre palle uguali a quella di Siena e le tira tutte fuori. E il Pontedera vince 3-1”.

Forma – “La squadra corre tanto e bene, abbiamo i dati, monitoriamo i ragazzi con la tecnologia. Non vedo gli altri andar più di noi”.

Baroni – “E’ arrivato l’ultimo giorno del mercato, si allenava con la Fiorentina e l’ultima settimana con la Primavera, era in buona forma e il mister ha ritenuto di farlo giocare”.

Campagnacci – “Inizia il ritiro sul mercato, lo dichiaro pubblicamente nel giorno della presentazione del mister. Il ragazzo si presenta in ritiro in condizione psicofisica eccellente, una forma che non aveva mai avuto in precedenza. È uno dei più in forma. Fa tutto il ritiro, e in fondo rimane un giocatore importante con grandi qualità. Lo ha dimostrato domenica con due giocate decisive, due assist a Polidori e Arrigoni. Comincio quindi a pensare di poter ridiscutere il contratto. Ma il mister poi mi dice che vede Guberti attaccante, e allora penso: siamo un po’ troppi. L’idea di ridiscutere il contratto la metto da parte. Lui, che sa tutto, continua ad allenarsi a 300 all’ora. Con la Viterbese, nel secondo tempo il mister si mette 4-2-3-1 e la squadra gioca bene. In caso fossimo riusciti a fare tutte le uscite, c’era l’idea di andare a prendere gli ultimi giorni un giocatore con caratteristiche diverse, che potesse giocare sulla trequarti, ma più offensivo rispetto a Serrotti, oppure esterno nel caso di 4-3-3 o 4-4-2. L’idea era questa, ma non siamo riusciti a fare le uscite. Campagnacci poi è rimasto dentro, ed è a completa disposizione. Stiamo discutendo il suo contratto e credo ci saranno delle novità a breve. Adesso è al 100% dentro il gruppo, e tanti giocatori sono venuti a chiedermi di tenerlo perché ci avrebbe dato una grande mano. È eccezionale dentro lo spogliatoio. Soltanto gli stolti non cambiano idea”.

Esperienza – “In una crisi di risultati, e non di prestazioni, l’esperienza serve. Guberti ha fatto minutaggio, Bentivoglio meno. Simone ci tiene, rosica in maniera positiva, non vede l’ora di dare una mano”.

Ortolini – “L’anno scorso l’abbiamo seguito tante volte, è molto forte fisicamente, ha caratteristiche diverse dagli altri. Gli serve ambientamento, deve trovare l’intensità, ma è nel progetto e ha piena fiducia. L’anno scorso ha fatto 20 gol tutti su azione”.

20 milioni investiti dalla Durio – “Una cifra del genere può destare delle domande. In questi anni a Siena sono stati portati giocatori di un certo livello. Il primo anno il nostro tridente doveva essere Campagnacci-Marotta-Ciurria. Quest’anno è cambiato il regolamento delle liste, abbiamo patrimonializzato i giocatori per partire l’anno prossimo da 14-15 giocatori che è sicuramente meglio. Quindi, da un punto di vista sportivo rapportato a un punto di vista economico il lavoro fatto credo sia stato buono”.

Procuratori – “Il mercato è cambiato, adesso si fa con i procuratori. È difficile che venga meno il ruolo dell’agente, che è al centro del mercato. La squadra è stata fatta coi procuratori? La risposta è sì. La squadra è stata fatta dai procuratori? Potrebbero accusarmi se avessi dieci giocatori con lo stesso procuratore. Ma dei giocatori che abbiamo in rosa, ci saranno dietro una ventina di procuratori. È chiaro che ci sono quelli con cui hai un rapporto migliore, altri con cui ti sei scontrato. Ma non vuol dire che vado a trattare giocatori a seconda degli agenti. Per prima cosa guardo il giocatore. Nella trattativa con Guidone, oltre che col procuratore, abbiamo parlato col direttore del Padova”.

Dal Canto – “Lavoriamo a stretto contatto col mister, che ci dà indicazioni sulle caratteristiche dei giocatori e il modulo che vuole fare. I giocatori naturalmente li scelgo io ma il mister è aggiornato su tutto. Ci confrontiamo quotidianamente”.

Dal Canto 2 – “Ho grandissima stima e fiducia in Dal Canto e il suo staff, questa forza me la dà il fatto che lo vedo lavorare tutti i giorni, vedo come la squadra lo segue, come cresce”.

Mancati rinnovi – “Ogni giocatore ha una storia diversa. Bisogna metterci dentro la categoria, le aspettative personali ed economiche. A volte ci sono situazioni in cui volevamo tenere il giocatore ma era impossibile che rimanesse. Aramu e Gliozzi prima di venire a Siena erano eterni incompiuti, l’anno scorso hanno trovato la vera consacrazione. Gliozzi era impossibile da tenere a livello economico. Aramu volevamo tenerlo, avevamo intavolato una trattativa a marzo. Poi lui ha cambiato agente, che si è mosso in altro modo, e voleva la B. Sbraga? Una decisione bilaterale, in totale tranquillità”.

Il clima nello spogliatoio – “Non è gioioso, ma è normale. Mi arrabbierei fosse un clima di festa. Se si perde in casa non si può essere felici. C’è la voglia di andare a Lecco e provare a vincere la partita. Soprattutto perché in un campionato livellato la continuità di risultati fa la differenza”.

Romagnoli – “Perché gioca sempre lui terzino? È super affidabile, gli allenatori faticano a fare a meno di Mirko. Il mister con la Carrarese ha fatto un’analisi giusta che ho condiviso: mettere Romagnoli a destra perchè potevamo vincerla riuscendo a difendere bene. È la solita considerazione che mi fece Mignani quando si giocò a Carrara, la prima partita di Romagnoli da terzino destro. C’era Brumat, c’era De Santis, volle provare Mirko e fece una gran partita. Quindi il terzino può farlo lui, c’è Setola, c’è Oukhadda che è un quinto che deve imparare a star dietro. Ha preso una multa salata, l’ha pagata”.

Damian – “E’ andato in prestito con diritto di riscatto alla Ternana, aveva poco spazio ed è voluto andare da Gallo che lo aveva voluto a Como. Non teniamo giocatori controvoglia”.

Lomolino – “E’ andato via per un discorso economico, aveva una cifra molto bassa e ha avuto un’offerta da Carpi che non potevamo pareggiare”.

Cianci – “E’ generoso in campo come nella vita, capisco che entri nel cuore della gente. Sembrava andasse in B, poi l’ha comprato il Teramo con cifre molto alte. Era impossibile tenerlo”.

Bulevardi – “E’ un altro ragazzo che ha fatto un percorso importante, mi ci sento spesso. È stata una scelta nostra, abbiamo valutato che fosse arrivato al capolinea soprattutto dal punto di vista psicologico-mentale. Non è stata una scelta tecnica”.

Leader – “Serve un leader in difesa? Ce l’abbiamo, D’Ambrosio. È il capitano, è con noi dall’inizio, ha una fisicità importantissima, ha dei valori umani fuori dal comune. È integro fisicamente, un grande professionista, rappresenta tutto quello che cerchiamo in un giocatore. Volevamo dare un segnale a tutti e abbiamo deciso di rinnovargli il contratto”. (Giuseppe Ingrosso)

Fonte: FOL