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21/05/20 10:15 | Umori contrastanti dopo il Consiglio federale. Per la C possibili playoff ristretti (o allargati)

Che ne sarà della Serie C? Il Consiglio Federale ha scompaginato le carte in tavola ed ha ribaltato le poche certezze che si avevano fino a ieri. Ghirelli si è trovato in minoranza, l’unico ad aver votato contro la ripresa dei campionati. Il massimo dirigente della terza serie era forte del sostegno di ben 53 società e soprattutto della parola dei responsabili sanitari delle varie squadre, pronti a dimettersi in massa in caso di ripresa. “Il nostro medico sociale non si prenderà la responsabilità di firmare una documentazione che dà problemi a livello professionale e penale". Così Alex Casella, direttore sportivo del Gozzano a TMW. Dello stesso avviso la Pro Vercelli, come evidenziato dal diesse Varini a tuttoc: "Fino al 28 maggio sicuramente non ci alleneremo. Adesso è impossibile riprendere con quel protocollo. Tra un mese chissà, ma oggi non è proponibile per i club di Serie C”.

Una linea sposata anche da club della parte alta della classifica, come Carpi e Feralpisalò, che per bocca dei propri presidenti Bonacini e Pasini hanno espresso profonda delusione per la decisione presa dal Consiglio. “Fare i tamponi sarebbe un problema. E poi i medici darebbero le dimissioni perché non si vogliono prendere la responsabilità. Una sanificazione di 4 giorni si aggira fra i 6 e i 10 mila euro. Due tamponi per la veridicità sono altri 7 mila, ogni 14 giorni”, rincara la dose Marco Montanari, DG dell’Imolese. A proposito, nella stima fatta dalla Commissione Medica Federale, per le squadre di Lega Pro saranno necessari nel complesso circa 55.000 tamponi e 20.000 test sierologici. Sulla carta, ad ogni squadra servirebbero dai 60 agli 80 mila euro per test sierologici e tamponi fino a fine campionato. E oltre ai costi proibitivi c'è un altro scoglio: non tutte le società possono vantare strutture all'altezza.

Chi non si fa di questi problemi è sicuramente il Bari, che tramite il suo presidente De Laurentiis esprime soddisfazione per l’esito del Consiglio. Sulla stessa falsariga la Reggiana, da sempre desiderosa di voler terminare la stagione sul campo. Mentre le prime della classe, Monza, Vicenza e Reggina, dovranno aspettare ancora ad aprire lo spumante. L'ok definitivo arriverà infatti il 28 maggio dopo il vertice con il Governo. Ad ogni modo, in caso di ripresa Gravina avrà la facoltà di cambiare il format in qualsiasi momento, considerando che mancherebbe il tempo materiale per giocare tutte le giornate e gli spareggi. Possibile quindi l’ipotesi di playoff e playout allargati (con le prime e le ultime) ma anche con meno squadre. Nel primo caso sarebbero ben 46 le squadre a dover scendere nuovamente in campo: una visione piuttosto ottimista che però non tiene conto delle numerose problematiche che affliggono i club di C. Senza contare che i valori in campo saranno totalmente sballati. Comunque vada, gli scontenti non mancheranno. (J.F.)

Foto: calcioweb.eu

Fonte: Fol