Rassegna Stampa

12/04/19 16:26 | Tuttosport - D'Ambrosio:"L'impresa per la città"

Il fatto di avere un fratello-gemello più famoso non lo ha mai condizionato. Anzi, per Dario D’Ambrosio, le imprese di Danilo, ora all’Inter, costituiscono uno stimolo per continuare a migliorarsi da capitano ed elemento indispensabile del Siena del tecnico Mignani.
«A prescindere dagli oneri che gravano sulle spalle di un capitano, un giocatore deve sempre assumersi le proprie responsabilità dentro e fuori dal campo. Il comportamento è fondamentale sia per te stesso che per i compagni». 

Ma che capitano è D’Ambrosio? E come si rapporta con i più giovani? 
«Penso normale. In una squadra poi l’età conta relativamente. Un ragazzo, con la sua spensieratezza e il suo entusiasmo può darti una mano in un modo così come un “esperto”, con la sua maturità, può dartela in un altro. Ripeto, la cosa più importante è come ti comporti. In questo calcio moderno anche i ragazzi vengono responsabilizzati, a volte sin troppo. Io penso che bisogna dare tempo ai giovani di crescere e sono convinto che per loro sia meglio disputare un anno di più in Serie C che fare subito il salto in B o in A. Naturalmente a patto che si tratti di un vero talento». 

Lei ha vissuto la doppia delusione della scorsa stagione. Il Siena l’ha superata? 
 «Ci hanno tolto, con il mancato ripescaggio, una cosa che ci spettava di diritto. Ma questa brutta esperienza fa parte ormai del passato e noi dobbiamo pensare a conquistare la promozione sul campo. Basta parlare di quel che è stato e dei torti subiti, il rischio di crearsi un alibi è forte. Ma questo non può succedere perché squadra, staff tecnico e società formano un gruppo compatto con in testa l’idea di fare sempre il massimo». 

Che differenze ci sono tra il Siena attuale e quello dello scorso anno? 
«Nella stagione scorsa l’organico era formato da molti giocatori d’esperienza, adesso ci sono molti giovani e il tecnico può contare su due giocatori per ogni ruolo. In sostanza direi che siamo più completi. Poi, a fine campionato, vedremo quale sarà stato il verdetto del campo. Certo è che stiamo lottando in un girone molto competitivo, più duro degli altri due della C. Ci sono avversarie di grandissimo valore e ogni partita è una battaglia. Ma noi abbiamo consapevolezza nei nostri mezzi, possiamo battere chiunque e non abbiamo paura di nessuno. Fondamentale per il nostro futuro sarà chiudere il più in alto possibile così da affrontare i playoff nella posizione migliore». 

E a che punto è la carriera di capitan D’Ambrosio che a ottobre ha rinnovato col Siena fino al 2021? 
«Lavoro per crescere sempre. Con l’età ho acquisito una fiducia che primo non avevo ed ho imparato che nei momenti difficili bisogna allenarsi con ancora maggiore intensità per ritrovare serenità e forza. Non ho rimpianti, ho sempre fato ciò che ritenevo giusto per me,e sono contento della mia carriera. Questo è il mio quarto anno nel Siena e mi trovo a casa mia. La città poi è fantastica, mia moglie Teresa, e il mio figlioletto Alessandro, qui stanno benissimo. Ho 30 anni e sinceramente non ho mai pensato a quello che potrà essere il mio futuro dopo il calcio attivo. Sono concentrato unicamente sul mio lavoro e sulla mia squadra. L’importante è cercare di evitare gli infortuni perché tolgono sempre qualcosina». 

La Serie C sta stretta al Siena. 
 «L’ho sempre pensato, soprattutto adesso dopo l’avvento della nuova dirigenza. Dietro di sè questo club ha una storia importante e la città possiede un fascino unico. Insomma il Siena starebbe meglio qualche categoria più in sù. Speriamo di centrare l’impresa, questa città ultimamente ha davvero sofferto troppo».

Fonte: Tuttosport

 

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