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08/09/19 21:00 | Trani: “Ora basta. Ok i fischi, ma non gli insulti e gli attacchi viscidi alle persone”

Finale convulso all’Artemio Franchi. Il terzo k.o. interno su tre, i fischi, la contestazione. Ma anche parole pesanti dagli spalti che non vanno giù a Federico Trani. “Mi ero ripromesso di non ripresentarmi qua, ma mi faccio portavoce di mia madre che non è potuta venire”, esordisce il vicepresidente della Robur in sala stampa.

“Voglio subito essere chiaro e conciso, vado dritto al punto: la squadra è nuova, il mister è nuovo, stiamo iniziando un percorso, con l’obiettivo di portare questa squadra al massimo delle sue potenzialità. E lo si raggiunge se tutte le parti in causa vanno dalla stessa parte. Sono incazzato per aver perso, sto rosicando ed è scontato, ma lo dico perché magari qualcuno pensa che non lo sia. Non metto in dubbio il lavoro dei ragazzi, del mister, della società. La critica l’accettiamo come società se però viene attaccato l’operato. Se vengono invece attaccate le persone a caso, personalmente, diventa sgradevole. I giocatori e i tecnici non sono robot, siamo tutti persone e gli attacchi viscidi se li possono tenere per loro. Potete insultare quanto volete, ma non li metterete nelle condizioni di far bene. Non significa che non possa esistere la critica, e che non ci siano giocatori con le palle. Ma se vengono attaccate le famiglie, è il giocatore esperto che va a picchiare i tifosi per strada. Qua magari no, ma è successo nella storia del calcio”.

A quali parole fa riferimento Trani? “Al 75’ sono partiti insulti tipo “mongoli”, “Vaira brucia”. Dire “scarso” va bene, “mongolo” no, “brucia” no. Non va bene. Non voglio che i giocatori vengano a Siena con la paura, perché magari arriva uno che, dopo aver bevuto due birre, lo offende perché ha sbagliato un passaggio due settimane prima. Sono tutti liberi di prendersi le quote, vengano da noi e caccino i soldi. Finora mi pare che 20 milioni di euro li abbia investiti la mia famiglia. Ci pigliano tutti per il c… Non è concepibile che al 70’ lo stadio pigli per il c... i giocatori. Non esiste, è fuori dal mondo. Ma cos’è?”.

“Spero che la prossima volta ci sia una reazione - conclude il vicepresidente - sono giusti i fischi, ma non esiste il resto, il sottobosco che c’è, siamo alla terza giornata e ci vengono a dire che siamo venduti. Ma siamo su Facebook? Cos’è, Facebook vivente? Instagram vivente? Mi auguro ci sia un aiuto verso ragazzi, affinchè non abbiano la paura di giocare nel proprio stadio”. (Giuseppe Ingrosso)

Fonte: FOL