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24/03/20 15:20 | Serie C, previste perdite fino a 84 milioni e calo del 30% del fatturato

Una cifra che oscilla tra i 20 e gli 84 milioni di euro e una contrazione fino al 30% sul fatturato medio annuo delle squadre: è l’impatto, pesantissimo, del Coronavirus sulla Serie C, secondo uno studio condotto da PwC TLS e presentato dalla Lega Pro alla Federcalcio.

Il danno potenziale, per la stagione corrente e per la prossima, va da un minimo di 20,4 milioni di euro (7,5 milioni per questa stagione e 12,9 milioni per la prossima) ad un massimo di 83,8 milioni (42,5 in questa stagione e 41,3 milioni per la prossima) a seconda di tre possibili scenari: il primo prevede la conclusione della stagione e la disputa dei playoff e playout a porte aperte, il secondo ipotizza la chiusura del campionato ma a porte chiuse, il terzo immagina il termine anticipato del campionato e la ripresa delle partite, a porte chiuse, per i primi due mesi della prossima stagione. Le cifre sono basate su eventi diretti certi, come il mancato incasso da botteghino, ed eventi probabili.

Si tratterebbe, in ogni caso, di conseguenze non sostenibili per le realtà di Serie C, con una concreta possibilità di default dei club già in forti difficoltà di bilancio prima della emergenza sanitaria. A rischio è l’intera piattaforma sportiva e sociale che le 60 squadre alimentano attraverso le attività giovanili, i centri sportivi, la crescita dei talenti, la 4° categoria e altre centinaia di iniziative sociali sul territorio. Attività e ruoli non ancora pienamente riconosciuti e condotti con professionalità, energia e passione dalla Lega Pro, che rischiano a questo punto di venire a mancare.

“Il Coronavirus - commenta il presidente della Lega Pro Francesco Ghirelli - è l’occasione per il calcio italiano per ragionare a sistema e ripensare questa disciplina nel profondo, come farla tornare ad essere uno strumento sociale utile alla collettività, come ripensare l’esperienza dello stadio e dei tifosi una volta che la crisi sarà terminata. La stagione delle riforme per il mondo del calcio è irrinunciabile. Il Governo e il ministro Spadafora riconoscono che il calcio è parte integrante del sistema produttivo nazionale. L’ecosistema del calcio della serie C ha bisogno di benzina per funzionare ma vuole anche proporre soluzioni per la ripresa economica, sociale ed occupazionale del Paese”.

Fonte: FOL