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21/05/20 19:08 | Panariello: “Marotta e Guberti gli attaccanti più forti che ho incontrato. Abbiamo ancora una chat della stagione 2017/18”.

Due giorni fa Aniello Panariello, attualmente in forza alla Paganese, si è raccontato in una lunga intervista sulla pagina Facebook di Eleven Sport. Non potevano mancare riferimenti verso la Robur, la squadra in cui ha giocato due anni culminati con delle sontuose prestazioni ai playoff tra maggio e giugno 2018.

Neglia – “Con Samuele abbiamo disputato una grandissima annata a Siena. Eravamo un bel gruppo e ci divertivamo. Abbiamo tutt’ora una chat Whatsapp di quella squadra e ci scriviamo tutti i giorni. Mandano sempre video di cavolate, oggi mi prendevano in giro perché dovevo fare l’intervista”.

Bomber – “L’attaccante più difficile da affrontare? Non so dare risposta se si parla di chi ho marcato, perché quello dipende dalle situazioni. Scelgo tra chi ha giocato con me e ne dico due: Marotta, attaccante di temperamento, carismatico, trascinatore, prende in mano la squadra nei momenti difficili e ha grande cattiveria in area. E poi Guberti. Le giocate sue non le ho viste da nessuna parte in questa categoria”.

Blablacar – “Mi è capitato di utilizzare Blablacar nei miei viaggi. I miei compagni si scandalizzano, dicevano che sono strano per questo motivo. Invece è molto interessante, conosci persone, fai conversazione, non ci trovo niente di male”.

Idolo – “Facile dire Thiago Silvia, ma per me è Stendardo, che ho conosciuto quest’anno perché gioco con il fratello. È umile, ha studiato, mi sono innamorato di lui calcisticamente in Lazio Real Madrid 2-2. Il mio numero di maglia, il 2, l’ho scelto un po’ in suo onore”.

Situazione attuale – “Desta preoccupazione il non sapere se si riprende o no. L’incertezza è un problema non solo per noi calciatori ma per chi col calcio manda avanti tante famiglie. Il calcio è una grande azienda, ci sono tantissime figure professionali, dai magazzinieri agli steward, dai fisioterapisti ai dottori. Ritengo sia difficile applicare il protocollo in C. Il nostro rischio è stato equiparato a quello degli infermieri, ed è impossibile per me pensare di marcare stretto l’attaccante. A meno che non facciamo tutti la marcatura a zona!”. (Giuseppe Ingrosso)

Fonte: FOL