La burocrazia applicata ai tifosi. La procedura per portare una bandiera allo stadio.

Nel programma dei governi che si sono succeduti alla guida dell'Italia negli ultimi anni è sempre stato inserito la riduzione della burocrazia che a detta dei politici intasa gli uffici pubblici e rende la vita difficile agli italiani. Ancora sicuramente non si va in questa direzione negli stadi.

La legge italiana attualmente in vigore prevede che per portare una semplice bandiera allo stadio si deve ottemperare alle seguenti operazioni burocratiche:
1 scaricare l'apposito modulo dal sito della propria società.
2 riempirlo in ogni sua parte e firmarlo.
3 scannerizzarlo ed inviarlo alla mail indicata nel modulo allegando:
– documento del richiedente.
– certificazione che il materiale con cui è fatta la bandiera è ignifugo.

Se il materiale non è ignifugo allora la cosa si complica notevolmente:
Si deve acquistare un specifico prodotto per rendere la stoffa ignifuga (1 flacone 25 euro) e spruzzare la bandiera con il prodotto allegando alla richiesta di autorizzazione:
– la fattura di acquisito del prodotto.
– la certificazione del prodotto.
– la dichiarazione che la bandiera è stata trattata con il prodotto.

La società che ha ricevuto la richiesta la inoltrerà alla Questura di competenza in attesa del G. O. S. (Gruppo operativo sicurezza) a cui spetterà l'ultima parola e solo se il parere sarà positivo il tifoso potrà prender la bandiera ed andare allo stadio a tifare la propria squadra.

Ovviamente come sempre accade in Italia queste disposizioni sono “interpretabili” a seconda delle Questure e delle tifoserie. Come è sempre stato, anche quando la Robur era in serie A, quello che a Siena è legge lo è un po meno a Roma o Napoli solo per citare esempi che abbiamo toccato con mano personalmente. (Lorenzo Mulinacci)

Fonte: FOL