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10/02/20 17:53 | L'analisi tecnica di Siena-Monza a cura di Francesco Guidarelli

Finisce 2-2 lo scontro con la capolista, al termine di una partita che ha visto La Robur segnare quattro reti, due delle quali però nella propria porta.

I difetti della squadra bianconera sono emersi tutti nei primi venti minuti, stupendo per la regolarità con la quale si sono ripetuti, lasciando gli spettatori increduli per l’assenza di verve e di idee dell’undici senese.

Dal Canto ha scelto di nuovo la difesa a tre per bilanciare maggiormente la quadra, a centrocampo Arrigoni con Gerli e Bovo mentre laterali Oukhadda e Migliorelli; in avanti il comprovato binomio Cesarini-Guidone.

Pronti via ed il Siena è sotto nel punteggio: Panizzi ha coperto in anticipo una palla in area, in attesa dell’uscita di Confente, i due non si sono capiti consentendo l’inserimento di un attaccante che ha rubato palla ed ottenuto il rigore per l’intervento ritardato del nostro portiere.

Non c’è tata possibilità di protestare e D’Errico (storico castigatore dei bianconeri) ha realizzato per il vantaggio monzese.

Per un quarto d’ora abbiamo assistito ad una flebile reazione della Robur che ha portato comunque Guidone a sciupare una clamorosa occasione al termine di una manovra in verticale con finta di Cesarini, a dimostrazione della difficoltà del nostro attacco a concludere a rete, ma è stato preoccupante l’atteggiamento assunto dai bianconeri nella costruzione del gioco.

Il solito giro palla difensivo, che non ci è mai riuscito e per il quale abbiamo pagato pesantemente, ha generato situazioni imbarazzanti difficili da digerire: la solita lentezza negli appoggi e l’assenza di sbocco in avanti ha portato i nostri difensori a scambiarsi la palla arretrando fino alla linea di fondo per poi rinviare alla disperata fuori dal campo o sui piedi degli avversari.

I nostri laterali di centrocampo non sono riusciti a portare il pallone oltre la metà campo lasciando l’onere del rilancio ai compagni di difesa, in prevalenza a D’Ambrosio, il quale ha determinato il raddoppio degli ospiti in due fasi: prima con un appoggio in avanti ma agli avversari e, di seguito, con una sbucciata davanti a Confente che ha scavalcato il portiere ed offerto agli ospiti l’occasione di depositare comodamente la palla in rete.

Da quel momento si è vista una reale reazione bianconera che ha avuto in Arrigoni il principale artefice, ha realizzato al termine di una manovra in velocità ed ha confezionato su punizione l’assist a D’Ambrosio per il pareggio.

Contrariamente a tutte le partite sin qui viste al Rastrello, siamo riusciti a prendere una palla di testa in attacco e proprio con il nostro centrale che ha quindi avuto la possibilità di riscattarsi dal clamoroso errore commesso in precedenza.

Il centrocampo è risultato più solido e non ha subito la fisicità degli avversari come al solito, l’inserimento di Bovo ha portato stabilità e conferito energia al reparto, Arrigoni è stato liberato negli avanzamenti ed ha potuto assecondare il suo istinto a concludere, Gerli ha trovato maggiore spazio nei movimenti di regia più a ridosso dell’area avversaria stancando gli avversari nella copertura.

Il tempo è finito dunque in parità, con ritrovato entusiasmo per il pareggio in rimonta ma il Monza é squadra temibile e quindi c’era curiosità di vedere come avrebbe reagito.

La ripresa ha offerto poche emozioni perché Dal Canto ha sistemato la squadra e l’equilibrio tra le due formazioni non ha consentito di creare situazioni veramente pericolose.

Abbiamo visto una difesa più attenta e determinata, i laterali hanno preso a salire alimentando la profondità delle azioni ed obbligando gli avversari ad arretrare per chiudere gli spazi, Migliorelli è sembrato un altro giocatore rispetto a quello visto nel primo tempo ed Oukhadda ha offerto un contributo di sostanza.

In avanti Cesarini ha messo in campo tutta l’energia disponibile, ancora non è al meglio della condizione ma ha impegnato duramente gli avversari e fornito un’occasione d’oro al compagno di reparto; Guidone è risultato utilissimo per tenere la palla ed ha usato il fisico  per crearsi spazio, senza i soliti falli, ma l’occasione del primo tempo ha mostrato la scarsa propensione a puntare la porta.

La difesa ha giocato un primo tempo da brividi (di paura) ed un secondo tempo di buon livello, è difficilmente comprensibile giustificare gli errori sequenziali dei singoli ai quali magari seguono prestazioni di livello, non ci troviamo di fronte a novellini e un po’ tutti i componenti di reparto sono scesi in campo, forse manca l’amalgama ed una guida sicura. 

Le sostituzioni, da ambo le parti, non hanno cambiato il volto della partita, il Monza ha cercato di modificare qualcosa sul piano tattico mentre la Robur ha inteso mantenere l’impostazione togliendo i più stanchi.

Molti avrebbero sottoscritto il pareggio con la corazzata del girone ancor più dopo i primi venti minuti, raccogliamo quindi il punto con soddisfazione perché gli altri non vanno più forte di noi e tutto è ancora in bilico ma per ambire a qualcosa di importante occorre accrescere la solidità di quadra attraverso, soprattutto, l’eliminazione degli errori che fin qui ci hanno caratterizzato.

Fonte: FOL