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09/09/19 13:27 | L'analisi tecnica di Siena-Carrarese a cura di Francesco Guidarelli

Ancora una sconfitta, tra le mura amiche, per la Robur che segna in maniera netta lo stato attuale della squadra, senza verve, ritmo e idee che fa preoccupare tutti coloro che l’hanno vista all’opera, mettendo in discussione le qualità tecniche attribuite all’organico, apparse sporadicamente in queste prime partite.

La formazione scelta da Mister Dal Canto presenta due novità: Baroni in difesa e Campagnacci in attacco, lasciando intuire la volontà del tecnico di affrontare la squadra apuana per sfruttare al meglio le occasioni solitamente concesse dall’undici di Baldini.

In realtà la scelta poteva risultare azzeccata se avessimo tradotto in gol le due ghiotte occasioni capitate nei primi tre minuti a Polidori ma purtroppo le conclusioni non hanno trovato la porta e la partita si è indirizzata in altra direzione.

Baldini ha aggiustato la linea del suo centrocampo e per la Robur non c’è più stato spazio di manovra in verticale, Migliorelli è avanzato più volte sulla fascia sinistra ma dopo le percussioni iniziali ha trovato la zona ingolfata e ha dovuto cercare l’appoggio sui centrocampisti rallentando così la manovra d’attacco.

Dall’altra parte Romagnoli, schierato per mantenere il presidio difensivo a copertura della spinta del suo omologo di sinistra, ha avuto spazio per avanzare ma come abbiamo già visto con l’Olbia non ha le caratteristiche per quel tipo di gioco e così abbiamo tralasciato il fronte avanzato destro, agevolando così la fase difensiva degli avversari.

La difesa, ancora in cerca del proprio assetto definitivo, ha cercato di limitare il giro palla ma è incorsa in un grossolano errore nella linea del fuorigioco, lasciando Maccarone libero di ricevere e poi preparare la palla per un tiro al sette lontano, risultato imprendibile per Confente.

L’ex è uscito poco dopo per infortunio ma sono bastati dieci minuti per indirizzare il risultato a favore della Carrarese.

La Robur, attesa ad una reazione almeno nervosa, non è riuscita a trovare ritmo e si è incartata in una serie di passaggi ravvicinati che non hanno prodotto sbocchi in avanti, Campagnacci e Cesarini son arretrati a cercare palla fino alla metà campo ma non hanno mai superato i diretti avversari isolando Polidori che non ha più ricevuto palle giocabili tranne quella tradotta in gol dopo una percussione di Arrigoni ma annullata dall’arbitro.

L’intesa nel reparto avanzato non è ancora emersa, gli appoggi ai compagni sono risultati fuori misura ed i movimenti volti a creare spazio sono stati sporadici, il centrocampo non è riuscito ad elaborare trame offensive invitanti per cui sono mancati anche i tiri dalla distanza.

Il tempo finisce tra i mugugni degli spettatori, giustificati dalla pochezza del gioco espresso dai bianconeri ma la speranza che Dal Canto scuota la squadra e modifichi lo schieramento lascia in una curiosa attesa.

Invece il Mister cambia solo Vassallo, non certo per insufficienza nella prestazione, con Da Silva e la squadra non cambia mentre Baldini manda in campo Caccavallo e spacca la partita.

Gli apuani pressano molto in alto e dopo un errato controllo della palla di Baroni vincono un contrasto con Foresta che imbecca Caccavallo libero di presentarsi al limite dell’area ed infilare la porta senese con un tiro a giro sul palo lontano.

La frittata è fatta!

Allora si cambia davvero: fuori Campagnacci, Romagnoli e Polidori, dentro Guberti, Setola e Guidone.

La Carrarese non concede spazi ed anche se Guberti cerca di animare il gioco bianconero con passaggi e tiri in porta, risulta evidente la difficoltà a sviluppare azioni d’attacco e le poche volte che la palla arriva in area, grazie anche alla spinta ed ai cross di Setola dalla destra, il solo Guidone non può rappresentare un’adeguata forza d’urto.

Quindi si perde di nuovo e questa volta con una prestazione collettiva ben al di sotto delle possibilità; nel secondo tempo non abbiamo tirato mai nello specchio della porta ed onestamente è mancato carattere alla squadra bianconera che si è animata solo con Guberti in campo.

La Robur si smarrisce davanti alle prime difficoltà, sembra che nessuno abbia le idee di gioco chiare e le iniziative dei singoli mettono spesso in mostra una condizione fisica non proprio brillante: è il caso di Cesarini, di Polidori e soprattutto di Campagnacci.

In difesa Baroni ha messo in mostra un bel piedino sinistro e forza nel gioco di testa però deve ancora adattarsi ai dettami difensivi bianconeri, in questo dovrebbe trovare aiuto e riferimento nel comparto di reparto nonché capitano ma D’ambrosio pare avere titubanze e limiti, visti in passato, purtroppo non superati e quindi si limita a svolgere un compito da sufficienza.

Il centrocampo non riesce ad imporsi con ritmo e riconquista della palla come riescono a fare le squadre vincenti, la manovra risulta troppo lenta e prevedibile, senza sussulti ed iniziative che possano incrinare gli schieramenti avversari, tante le energie spese per mantenere la posizione ma poche le ripartenze, gli assist alle punte e le conclusioni dalla distanza.

Con un organico così ampio e di indubbia qualità occorre schierare una squadra che sappia tenere il campo e gestire tutte le fasi della partita con personalità; ancora non abbiamo visto tutti gli effettivi, speriamo che ci siano elementi in grado di rinvigorire una formazione che sta prendendo troppi schiaffi. 

Fonte: FOL