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11/02/19 14:50 | L'analisi tecnica di Siena-Alessandria a cura di Francesco Guidarelli

La Robur torna a vincere allungando la striscia di risultati positivi e lo fa segnando ancora tre gol a dimostrazione della straordinaria condizione dei suoi attaccanti.

La partita con l’Alessandria si é dimostrata complessa per il folto presidio del centrocampo da parte degli ospiti mirato ad attaccare la porta senese non solo con le due punte, una delle quali, Coralli, ha interpretato spesso il ruolo di rifinitore, ma portando in area più giocatori in modo da costringere il reparto mediano del Siena ad arretrare in difesa impedendogli così la costruzione del gioco.

Il centrocampo della Robur, a tre con i soliti Vassallo, Arrigoni e Bulevardi perché Guberti non si può dire che sia un centrocampista vero e proprio, ha sofferto per chiudere gli spazi agli avversari e l’ha fatto egregiamente con qualità assistita da una condizione atletica molto buona.

Pedrelli e Zanon, ai lati di D’Ambrosio e Rossi, hanno dovuto tenere una posizione accorta, limitando gli avanzamenti, per arginare lo spregiudicato atteggiamento dell’Alessandria che ha spinto in avanti i propri laterali creando anche un paio di azioni pericolosissime non  concluse a rete per questione di centimetri.

Si soffre troppo la spinta alessandrina ma, di rimando, ci sono spazi in avanti e la nostra coppia di attaccanti, Aramu e Gliozzi, li sfrutta per proporsi alla conclusione; peccato che Guberti non riesca ad elaborare come suo solito ma il gioco della Robur è ben definito con lui in campo e quindi avanti così.

Il vantaggio arriva da una magnifica inzuccata di D’ambrosio su calcio d’angolo, palla al sette lontano; chi riesce a sbloccare il risultato sui calci da fermo ha un’arma importante a disposizione e la Robur ne ha fatti sei (se non vado errato) dimostrando cura ed attenzione nei particolari che alla fine determinano le partite.

Una volta in vantaggio la Robur si può buttare negli spazi dato che l’Alessandria si spinge in avanti, esaltando lo straordinario stato di forma di Vassallo, presente ovunque ed autentica spina pungente, creando altre occasioni da gol (Guberti e Gliozzi); l’Alessandria segna su calcio d’angolo ma la palla ha varcato la linea di fondo dunque si va al riposo in vantaggio.

La ripresa è scoppiettante ed in un quarto d’ora si determina il risultato finale.

Vassallo recupera e riparte velocemente su linea centrale, Bulevardi si allarga sulla destra per ricevere la palla e dettare il passaggio a Gliozzi che entra in area e mira all’angolino lontano ma il tiro è strozzato e consente ad Aramu, che aveva seguito lo sviluppo dell’azione, di insaccare agevolmente.

Questo ci piace molto, quattro passaggi e siamo entrati nella porta avversaria palla al piede: bella azione corale che ci conferma la buonissima condizione ritrovata anche da Bulevardi ed Aramu nonché un’intesa a lungo cercata e talvolta carente.

Non c’è tempo per gioire perché becchiamo il gol alessandrino dopo un salvataggio sulla linea di Contini, la difesa non riesce ancora a chiudere la porta e gli spifferi entrano.

La partita si risolve però dopo pochi minuti grazie a Gliozzi che si invola sulla sinistra su invito intelligente di Vassallo ed insacca uccellando il portiere ospite.

Due  contropiede e due gol dimostrano la particolare attitudine del nostro attacco a penetrare negli spazi aperti, un’arma essenziale che consente di abbandonare i faticosi giro palla che non ci riescono troppo bene e che spesso ci creano problemi.

Anche ieri abbiamo confezionato un regalo agli avversari nella gestione della palla del reparto arretrato: D’Ambrosio ha regalato il pallone verso la metà campo all’attaccante De Luca il quale, per nostra fortuna, ha messo a lato dopo una cavalcata in solitudine verso Contini. 

Manca mezz’ora alla fine, D’Agostino inizia a cambiare la formazione ospite ( saranno cinque le sostituzioni ) sbilanciandola forse in avanti senza gli effetti desiderati; Mignani ritarda un po’, forse per vedere le mosse avversarie, poi aggiusta la squadra inserendo Cianci, Sbrissa e Gerli per un reale centrocampo a quattro ed i risultati si vedono.

Le altre sostituzioni, Varga e Fabbro, non apportano novità perché l’Alessandria si è spenta nonostante l’inserimento di attaccanti (Santini) e trequartisti e la Robur è padrona del campo.

La vittoria è meritata per ciò che si è visto in campo ma alcune cose vanno aggiustate:

talvolta rianimiamo gli avversari pur avendo il risultato a favore a causa di errori marchiani che vanno assolutamente evitati, il nostro reparto arretrato non può diventare una risorsa per gli avversari, il campionato vive una fase cruciale e non dobbiamo sperperare ciò che faticosamente costruiamo.

Per fortuna che l’organico è ampio e consente alternative in tutti i ruoli, tra poco saranno disponibili tutti e spetterà a Mignani consolidare ciò che c’è di buono ed omogeneizzare i reparti in modo da limitare i rischi.

Arrigoni, Vassallo, Gliozzi, Guberti rappresentano dei valori assoluti che possono brillare adeguatamente se corroborati da una struttura di squadra solida e bilanciata inoltre mancano ancora delle pedine importanti che possono conferire spessore tecnico ad una formazione già di buon livello.

Nota di merito per Zanon che ieri ha difeso con caparbietà ed attenzione che non avevamo ancora visto, molte volte è stato giustamente criticato oggi merita l’elogio con l’incoraggiamento a proseguire su questa strada.

Fonte: FOL

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