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11/03/19 15:18 | L'analisi tecnica di Pro Vercelli-Siena a cura di Francesco Guidarelli

La Robur riparte con un pareggio esterno molto importante, dopo la sventurata battuta d’arresto casalinga, perché conseguito contro una diretta concorrente alle zone alte della classifica e la fa attraverso una prestazione a due facce che lascia un po’ d’amaro in bocca.

Nel primo tempo non è piaciuto come la squadra è stata in campo, l’approccio non è stato dei più felici evidenziando le solite difficoltà nei confronti di squadre con un centrocampo a cinque che ingolfano gli spazi alla manovra bianconera ed obbligano i nostri attaccanti a cercare palla, con spalle alla porta, attraverso svantaggiosi corpo a corpo con la difesa avversaria.

La difesa a quattro, con Pedrelli e Zanon esterni e Romagnoli a far coppia centrale con D’Ambrosio, aveva da controllare un solo attaccante di ruolo ed è toccato al giovane senese che, pur cavandosela con qualche affanno, in maniera diligente ha tenuto la posizione pur non beneficiando di grandi aiuti da parte del compagno di reparto.

I problemi nascevano quando, obbligati al maledetto giro palla difensivo, i bianchi riconquistavano il pallone e spingevano quattro giocatori in area per intercettare il traversone; sulle palle alte non siamo imbattibili e senza riferimenti che in genere danno gli attaccanti avversari, abbiamo visto diverse ammucchiate senza marcature appropriate.

Dopo dieci minuti prendiamo il gol su calcio d’angolo (quanti ne abbiamo presi?), con inzuccata di un terzino che anticipa il mucchio nell’area piccola, a conferma che i tentativi di chiudersi in difesa giovano agli altri, la Robur non ha una struttura difensiva impenetrabile per cui deve mantenere il gioco lontano dalla propria porta.

Con un centrocampo a tre è però difficile giocare contro cinque per cui soffriamo nell’arginare il gioco avversario e nella gestione della palla, obbligando Guberti ad inventare qualcosa dalla sua zona preferita ma con più avversari addosso.

Zanon ha tentato di liberargli spazio proponendosi continuamente in avanti ma la morsa costruita attorno al nostro regista avanzato ha impedito i preziosi passaggi che solitamente arrivano alle punte.

Nonostante ciò Gliozzi è riuscito a svettare due volte di testa sfiorando i due pali ma è stato il frutto di iniziative personali, da solo in mezzo a tanti, non la conclusione di azioni di attacco manovrate.

Aramu ha fatto ciò che ha potuto, vale a dire poco, ma non è stato assistito dai compagni, indaffarati a garantire copertura, e spazio non c’era, inoltre non è riuscito a calciare come sa fare in occasione dei calci di punizione ottenuti a conferma che la partita era in un binario improduttivo per i bianconeri.

Si è rischiato di prendere il secondo gol per un maldestro appoggio del nostro portiere sui piedi di un avversario che solo la prontezza dei difensori e la successiva parata di Melgrati hanno impedito ma non va bene, bisogna essere presenti con la testa (e con i piedi) in ogni momento.

In chiusura del tempo Pedrelli ha calciato da fuori area all’indirizzo dell’incrocio dei pali obbligando il portiere vercellese a superarsi per metterlo in angolo, anche questa è stata un’azione personale e non corale però ci fa vedere che è possibile pungere.

L’altra faccia della Robur la vediamo nella ripresa: stessa formazione ma diverso approccio.

Tirata in avanti la linea di centrocampo la squadra si è impossessata del gioco manovrando non solo con Guberti ma utilizzando Vassallo e Gerli per incunearsi fin dentro l’area al fine di scardinare la cerniera del folto centrocampo avversario, riuscendo finalmente ad utilizzare Arrigoni come metronomo del gioco bianconero.

I risultati sono arrivati subito grazie a Gerli che ha infilato nel sette un invito al limite area di Guberti che si era incuneato sulla sinistra a completamento di una proiezione sulla fascia di Zanon.

Per circa venti minuti la Robur ha imperversato costruendo altre nitide azioni da gol purtroppo sbagliate nella conclusione da Gerli, una con ribattuta di Guberti, ma l’impressione è che si possa vincere la partita in quanto i vercellesi si sono ritirati nella propria metà manifestando timore nei confronti delle velleità bianconere.

Il lavoro dei nostri centrocampisti è usurante e quindi Mignani ha effettuato le prime sostituzioni immettendo energia, con Bulevardi, e tecnica con Cesarini, venti minuti alla fine ed abbiamo la partita in mano, occorre spingere.

Bulevardi ha messo in mostra grande vivacità proiettandosi più volte sulla sinistra, mettendo in affanno la difesa locale, ha confezionato un invito sontuoso per Gerli che, come già detto, ha purtroppo sbagliato il tiro ma ha anche contribuito a recuperare il pallone nei tentativi di risalita degli avversari.

Altro ritocco con l’inserimento di Sbrissa e Fabbro per Gerli e Guberti, poi Cianci per Gliozzi, ma la partita è giunta al suo epilogo con risultato di parità ed ambedue le squadre non hanno intenzione di rischiare la sconfitta.

Peccato perché la Pro Vercelli era alle corde ed in seria difficoltà sia fisiche che mentali ma anche la Robur aveva qualche scoria della partita precedente ed il risultato mantiene inalterata la posizione in classifica. 

Nella ripresa gli attacchi vercellesi si contano sulle dita di una mano grazie alla modifica della posizione in campo della nostra mediana, la nostra difesa non ha fornito una grande prova sebbene Romagnoli e Zanon abbiano offerto una buona prestazione; i due ragazzi sono cresciuti ed hanno mostrato carattere, hanno superato brillantemente i momenti di difficoltà della partita evidenziando anche personalità.

La prossima sarà con l’ultima in classifica ma non per questo la peggiore squadra, sono queste le partite da non sbagliare, l’abbiamo già fatto con la Pistoiese, la Robur deve dimostrare di aver capito come bisogna affrontare l’impegno, d’ora in poi i punti pesano enormemente.

Fonte: FOL

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