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02/12/19 18:19 | L'analisi tecnica di Alessandria-Siena a cura di Francesco Guidarelli

Continua la marcia superlativa della Robur in trasferta con la vittoria di Alessandria, al termine di una partita giocata per il risultato pieno da ambedue le squadre.

Ne è scaturita una sfida a viso aperto che ha visto prevalere, a fasi alterne, ora l’una ora l’altra squadra, risultando divertente ed offrendo sprazzi di gioco ad elevato tasso tecnico come raramente abbiamo visto in questo campionato.

I bianconeri sono scesi in campo con la solita impostazione, difesa a quattro con Migliorelli e Lombardo ai lati di D’Ambrosio e Baroni, Arrigoni in regia coadiuvato da Vassallo e Serrotti, davanti D’Auria e Cesarini a sostegno della punta avanzata Guidone.

I grigi di casa hanno presentato una formula di 3-5-2 votato alla spinta in avanti per servire il duo d’attacco guidato dall’esperto Eusepi ma la Robur ha occupato diligentemente gli spazi con lo scorrimento armonico dei centrocampisti verso la palla, chiudendo la spinta avversaria per poi ripartire in verticale.

Il trio di centrocampo è risultato molto compatto ed ha gestito con padronanza i tempi di gioco, il sostegno degli esterni, soprattutto di Lombardo, ha consentito di tessere trame offensive che hanno portato D’Auria e Cesarini ad inventare in prossimità dell’area, obbligando i difensori avversari ad affannosi recuperi e talvolta al fallo.

Dopo un primo calcio di punizione respinto dagli alessandrini, il secondo, da posizione analoga ma più accentrato, ha consentito a Lombardo di mostrarci la precisione del suo piede nel guidare la palla a superare la barriera ed infilarsi sotto la traversa, il portiere ha potuto solo guardare.

Bellissima traiettoria e naturalezza nel calciare, ci è mancato troppo un giocatore in grado di trasformare in gol le punizioni!

Il vantaggio è stato il giusto compenso alla migliore qualità espressa dalla Robur, nonostante i ripetuti ribaltamenti di fronte i bianconeri hanno mostrato più concretezza e una giusta interpretazione della partita senza dare l’impressione di poter subire le folate offensive dei grigi.

Il reparto arretrato ha giocato ben attento e concentrato sulle marcature, buoni contrasti e anticipi sul diretto avversario, i centrali non hanno lasciato spazio alle punte e i difensori di fascia non hanno concesso la linea di fondo agli esterni alessandrini, grazie anche al raddoppio delle marcature consentito dai rientri continui di Serrotti e Vassallo.

Anche Arrigoni ha chiuso benissimo le linee di passaggio con un presidio costante della tre quarti centrale, recuperando numerosi palloni utilizzati in ripartenze pericolose, i suoi arretramenti fin dentro l’area sono risultati preziosi perché l’hanno visto sempre presente nel punto di caduta del pallone.  

Confente si è fatto trovare pronto quando ha dovuto sventare una pericolosa incursione in area sulla destra e nel respingere, seppur a volte con imprecisione, le palle alte in ricaduta verso la porta.

Il tempo si è chiuso con la Robur in vantaggio nel risultato e nella prestazione, la partita ha offerto molti spunti di qualità ma soprattutto ha mostrato una squadra determinata e consapevole del piano partita che Dal Canto ha predisposto, sono tornati alcuni giocatori e non hanno fatto rimpiangere gli assenti.

La ripresa ha visto scendere in campo le medesime formazioni ma con i padroni di casa con un baricentro maggiormente avanzato, mister Scazzola ha disposto un affollamento della metà campo senese disponendo i quinti di centrocampo molto avanzati per chiudere la Robur nella sua area.

Per accentuare ancor più questa impostazione, ha sostituito l’esterno destro destinando il nuovo entrato a fungere da vera e propria ala per inchiodare Migliorelli in zona arretrata, in modo da impedire lo sviluppo dell’azione senese da quella parte.

In effetti le mosse di Scazzola hanno prodotto gli effetti sperati poiché per mezz’ora la Robur non è riuscita a superare la metà campo, dovendo arretrare tutto il centrocampo al limite dell’area e anche all’interno di essa; Vassallo e Arrigoni più volte hanno agito da difensori puri per controllare gli avversari riversatisi in area a raccogliere i traversoni degli esterni ed i nostri attaccanti sono pertanto rimasti isolati.

Il pareggio è sembrata la logica conseguenza del trend assunto dalla gara, forcing dei grigi e mischie continue in area bianconera hanno caratterizzato venti minuti di assalto continuo ed il gol di Eusepi, lasciato forse troppo libero, ha rimesso il punteggio in parità.

L’Alessandria non si è accontentata ed ha continuato a spingere sfruttando la grande condizione degli esterni, la reazione della Robur non c’è stata nell’immediato, probabilmente a causa del dispendio di energie richiesto dalla pressione avversaria, ed ha rischiato il ko in più occasioni ma gli interventi di Confente, dei difensori e del guardalinee (fuorigioco rilevato nell’azione più importante) hanno salvato il risultato.

Era il momento cruciale e Dal Canto l’ha risolto inserendo Guberti e Da Silva per Serrotti e D’Auria, Scazzola ha tolto Eusepi infortunato mantenendo la stessa impostazione, immaginando che la Robur fosse in ginocchio ma si è sbagliato.

La Robur ha trovato nuova linfa dagli innesti e dopo essersi assestata è tornata a pungere come sa fare; una verticalizzazione su Cesarini ha consentito al ”mago” di puntare al centro e rifinire a destra su Guidone per il raddoppio.

Il nuovo vantaggio ha scosso in negativo i padroni di casa ed in positivo i bianconeri che sono tornati a giocare con lucidità e senza eccessive preoccupazioni cosicché è risultato abbastanza semplice arrotondare il punteggio con un altro gol di Guidone, ben assistito da Polidori appena entrato al posto di Cesarini.

La Robur ha vinto bene risollevandosi da una situazione diventata molto preoccupante e lo ha fatto utilizzando la grande qualità dei suoi giocatori, tutti hanno speso ogni energia per raggiungere il risultato pieno e quando c’è l’intera partecipazione del collettivo è possibile compiere imprese.

Abbiamo visto una Robur con personalità e con i mezzi necessari per affermarsi, la difesa non ha avuto cali di tensione e non ha badato a fronzoli, la palla a volte calciata fuori può rappresentare la migliore soluzione se non è possibile giocarla, Lombardo e Migliorelli hanno offeso, difeso e pur perdendo qualche duello diretto non hanno mai mollato; l’asse centrale tra portiere e difensori ha risposto alla bisogna e nonostante l’Alessandria si sia resa pericolosa non ha trovato i bianconeri disposti a fare regali.

Quello che maggiormente è piaciuto è stata la cerniera di centrocampo che ha interpretato le fasi della gara nella maniera dovuta attraverso un movimento armonioso che ha consentito  di costruire e di interdire, poco più avanti D’Auria e Cesarini, oltre ad aiutare nell’azione di contenimento, hanno raccolto ed elaborato le proposte di gioco dei compagni risultando imprendibili con la palla al piede.

Più volte sono stati letteralmente abbattuti poiché neppure con i raddoppi di marcatura gli avversari sono riusciti a togliere loro la palla: la nostra punta centrale non poteva che beneficiarne ed infatti Guidone ha realizzato una doppietta seguendo gli inviti sontuosi dei compagni.

E’ stata una partita divertente e quando si vince lo è ancor più.

Fonte: FOL