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14/04/19 17:16 | L'analisi tecnica di Albissola-Siena a cura di Francesco Guidarelli

La Robur si scioglie come neve al sole, nel secondo tempo a Chiavari, contro l’ultima della classe che forse solo sperava di fare punti dopo un primo tempo di marca bianconera.

La marcata supremazia senese non è stata però tradotta in risultato/fotografia, qualcosa sembrava non funzionare perché l’ultimo passaggio non arrivava mai a destinazione tranne nell’unica azione pulita che ha portato la Robur in vantaggio: affondo sulla destra di Sbrissa e cross sul secondo palo al millimetro per la testa di Gliozzi.

Mancava la cattiveria nel cercare il risultato, Guberti e Cesarini sono più volte inciampati sulla palla e Gerli, con il volonteroso Zanon sulla fascia sinistra, hanno rimesso al centro area palloni prevedibili o fuori misura che non hanno consentito la conclusione a rete ed i tiri dal limite alti sulla traversa; Di Livio si è spesso liberato frettolosamente della palla delegando agli altri ciò che Mignani (forse) si aspettava da lui.

La squadra è scesa in campo con uno schieramento votato ad offendere, con più densità in prossimità dell’area avversaria, somigliava a momenti ad un 4-2-4 perché sia Di Livio che Guberti si sono avvicinati alle punte, Gliozzi e Cesarini, costringendo il centrocampo ligure ad arretrare fino alla propria area.

Gerli e Sbrissa hanno fatto il centrocampo con libertà di proiettarsi in avanti, il vantaggio bianconero ne è testimone, ma il ritmo della manovra mancava di brio e di vigore come se la squadra si accontentasse di tenere palla nella trequarti avversaria.

La difesa a quattro, confermata in blocco, dato lo schieramento è potuta salire costantemente verso la metà campo limitando così la pericolosità degli attaccanti avversari allontanandoli dalla porta di Contini ma l’abitudine a farsi del male da soli ha consentito comunque all’Albissola di rendersi pericolosa in due occasioni, a seguito di eccessi di sicurezza nel controllare la palla in area da parte di Rossi e Guberti.

Alla fine del tempo gli spogliatoi accolgono le squadre delle quali annotiamo la differenza in termini di tecnica messa in mostra e niente fa pensare a quello che ci aspetta nella ripresa.

Non avendo niente da perdere l’Albissola ha spostato in avanti la linea di centrocampo infoltendolo e stringendo la marcatura sul nostro portatore di palla e la Robur è crollata. Come visto di recente non si è mostrata pronta a rispondere alle variazioni tattiche avversarie ed ha perso la bussola anzi ha perso la palla molte volte di seguito e non è più riuscita ad andare in avanti nella maniera dovuta.

Come sempre accade prendiamo gol a seguito di errori (quanti ne abbiamo presi!), il primo né D’Ambrosio né Rossi riescono ad intercettare la palla prima che questa giunga a Martignago, la seconda in contropiede senza che Esposito né altri riescano a contrastare in 20 metri ancora Martignago, la terza su punizione con una barriera piazzata male e scarsa numericamente che ha consentito a Moretti di calciare di esterno destro da destra. 

Dopo il pareggio Mignani ha cercato di rettificare lo schieramento in campo ma togliendo Guberti e Sbrissa per inserire Bulevardi ed Aramu non ha riequilibrato la squadra che stava soffrendo nel mezzo al campo e la frattura con l’attacco si è accentuata.

Di Livio ha avuto così la responsabilità della manovra senese ma non ha fornito inviti ai compagni, ha tentato la conclusione più volte purtroppo con risultati negativi ma soprattutto è sembrato un corpo slegato dal resto della squadra; nel mezzo al campo è rimbalzato sugli avversari e non ha aiutato adeguatamente in fase di contenimento in specie dalla parte di Zanon creando, anche se involontariamente, situazioni favorevoli agli avversari.

Poi è entrato anche Cianci per aumentare la forza d’urto ma non c’era nessuno in grado di organizzare una manovra credibile, solo una serie di cross in area inutili perché l’Albissola ha dimostrato di avere una difesa impenetrabile (per noi) ed ulteriori rischi di prendere altri gol, sventati da Contini, nell’ultimo quarto d’ora quando non c’era più la parvenza di squadra.

Solo con l’iniziativa individuale di Bulevardi è arrivato il rigore che ha consentito di accorciare le distanze ma è tardi ed è inutile.

Ringraziano l’Arezzo, la Carrarese e la Pro Vercelli, Piacenza e Pisa fanno da sé, non ringrazia certo la Lucchese visto ciò che abbiamo concesso alle sue avversarie dirette.

Abbiamo agguantato il settimo posto, ora occorre guardarsi dalla pro Patria che arriva lanciata ma la Robur non sta bene, la sequenza dei risultati non induce all’ottimismo ed i presupposti per il gran finale non ci sono; riuscirà la Robur a ritrovarsi?

Ci vuole poco a vanificare tutto quanto di buono è stato fatto in precedenza quindi forza e coraggio!

Fonte: FOL

Tosoni Auto