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19/11/20 20:19 | Krusnauskas, dalla Lituania per risollevare Siena

Un faccia a faccia col futuro nel mondo globalizzato, perché si fa in fretta a ritrovarsi uniti dal destino mansueto e impossibile da indirizzare. Il pathos dei rinvii, che hanno impedito al campionato di giocare con regolarità nel bel mezzo della seconda ondata epidemica, s’è trasformato in un solvente che ha sciolto le distanze tra il mondo occidentale e i paesi baltici, fornendo l’effetto energizzante alla necessità di completare il reparto avanzato. Alzi la mano chi avrebbe scommesso che la Lituania, paese baltico in cui la pallacanestro è la prima fonte battesimale a cui attingono gli sportivi, quasi una locuzione incisa sul DNA, sarebbe stata la provenienza dell’ariete del Siena. Ha colto la palla al balzo da Kaunas, seconda città per popolazione e importanza dopo la capitale Vilnius ed eco più fragoroso della scuola cestistica, il 25enne Krusnauskas, decodificando i pensieri avvolgenti delle pieghe del viaggio verso il paese in cui il calcio è l’ultima rappresentazione sacra e la consolazione più grande per gli sportivi nel momento antropologicamente più delicato della storia recente. Con la voglia matta d’intraprendere un’avventura intrigante e al contempo trascinante, immagine di chi l’area di rigore l’ha tatuata sulla pelle. L’arte di sprigionare l’adrenalina con la finalizzazione è prerogativa delle qualità tecniche di Krusnauskas, che sa segnare e lavorare per la squadra coprendo palla per dare respiro allo sviluppo offensivo della manovra. Ha deciso il direttore sportivo Grammatica di puntare la luce dei riflettori su di lui, credendo nella fisicità e nello spirito di sacrificio che mette al servizio dei compagni con passione e devozione. Difficile, per i difensori, spiantarlo una volta che ha preso la posizione con i suoi strutturati 190 cm che lo portano a mettere le tende a pochi passi dalla porta prima della scelta decisionale conclusiva. Nel suo passato 106 presenze nella massima serie lituana, prima della parentesi armena divisa tra Noah e Gandzasar, in cui ha dato prova di tracce colorate di concretezza ed efficacia. Il baluardo su cui appoggiare le feroci aspirazioni di rinascita è pronto, ora tocca al puntero lituano forgiare con entusiasmo irrefrenabile il percorso della risalita che il popolo bianconero auspica e desidera raggiungere al più presto. (Niccolò Anfosso)

Fonte: FOL