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11/01/20 11:11 | Juventus U23, specchio del controsenso delle 2° squadre. E in campionato la vita è più dura del previsto

Nelle intenzioni della Federazione, la riforma per l’introduzione delle seconde squadre in Serie C avrebbe dovuto rappresentare una svolta positiva per tutto il movimento calcistico italiano. In realtà, a quasi due anni dalla sua entrata in vigore, si può affermare senza timore di smentita che il tentativo dei vertici federali si è rivelato una sorta di buco nell’acqua. Che l’esperimento non abbia attecchito è un dato di fatto: le squadre di Serie A, spaventate dagli alti costi che l’istituzione della seconda squadra richiede, preferiscono continuare a mandare i propri giovani in prestito foraggiando i club della terza serie con qualche premio di valorizzazione piuttosto che mettere in piedi una squadra vera e propria. Difficile biasimarli, anche perché tra iscrizione, trasferte e paletti vari, il costo per tenere in piedi una squadra intera ci mette poco a lievitare, fino a raggiungere svariati milioni di euro.

Prospettive – C’è anche chi ha provato ad “aggirare” il sistema avviando una partnership con un club di terza serie. Il Cagliari fa scuola da diversi anni ormai: l’accordo di collaborazione con l’Olbia ha portato molti giocatori rossoblu a crescere in Gallura, ma per ora il solo Ragatzu – non più un giovane – si è ritagliato un po’ di spazio con la maglia del capoluogo. Da un paio di stagioni questa strada la sta percorrendo anche la Sampdoria, che ha trovato nella Vis Pesaro una succursale amica; con le nuove regole imposte dalla Lega, tuttavia, i prestiti che le squadre di Serie C possono ottenere dalle serie superiori sono stati ridotti a sei, per cui anche questo modus operandi potrebbe presto fare il suo corso. Allo stato attuale, Marotta all’Inter non sembra intenzionato a replicare il tentativo fatto ai tempi con la Juventus (l’ex AD bianconero fu tra i principali fautori dell’introduzione delle squadre B), e in quella direzione sembrano voler andare anche le altre big. Voci di corridoio parlano di un interessamento di Fiorentina e Roma per la stagione ventura spinte dalla voglia di investimento dei nuovi proprietari americani. Ma il discorso è da rimandare all’estate.

Modello o forzatura? – Fino ad allora l’unica di cui si potrà continuare a parlare sarà quindi la Juventus, che anche in questo suo secondo anno di vita si sta barcamenando non senza difficoltà. Per quanto visto fino a questo momento, sarebbe sbagliato definire la squadra bianconera come una mosca bianca in fatto di lungimiranza; o quantomeno, lungimirante lo è solamente nella misura in cui la seconda squadra diventa conveniente. Gli investimenti fatti su Matheus Pereira e Mavididi prima, e su Mota Carvalho e Han dopo, hanno messo in evidenza una chiara tendenza a cercare un profitto nel lungo periodo. Che di per sé non sarebbe sbagliato se solo non si parlasse di seconde squadre, nate con l’obiettivo principale di dare spazio e formare i calciatori italiani usciti dai vivai. Cosa che la Vecchia Signora ha fatto solo in minima parte. In ogni caso è innegabile che la Juventus non abbia infranto alcuna regola; ma nel momento in cui l’appello di dar vita alle squadre B casca nel vuoto un’altra volta, forse in Federazione è giusto si facciano alcune domande e si diano qualche risposta. Continuare così equivale a nascondere la polvere sotto il tappeto, e non giustifica l’impegno profuso per l’istituzione delle stesse.

Campionato deludente – Dopo un anno di assestamento in molti si aspettavano i bianconeri pronti per competere per il vertice della classifica. Tuttavia, le problematiche emerse sembrano essere le stesse di un anno fa: giocare liberi da pensieri di classifica si è rivelato un’arma a doppio taglio, e in più di un’occasione non è bastato il talento in fase offensiva a compensare questa lacuna. I 23 punti conquistati al giro di boa non rappresentano il vero valore dell’organico di Pecchia, che d’altro canto è riuscito a farsi largo in Coppa Italia raggiungendo le semifinali dove incontrerà la Feralpisalò. Probabile che la Coppa diventi quindi l’obiettivo principale della compagine bianconera per la stagione, fermo restando che nel mercato di riparazione la società non farà mancare l’appoggio per dare la spinta definitiva verso il raggiungimento dei playoff. (Jacopo Fanetti)

Foto: Twitter Juventus

Fonte: Fol